1000xRESIST – Perché Mi Ha Travolto
Inizio questa recensione, probabilmente per la prima volta in vita mia, senza avere alcuna idea di come effettivamente parlare di questo gioco nel modo in cui sarebbe giusto fare.
1000xRESIST è un titolo uscito a Maggio 2024 per PC e Nintendo Switch, e solo qualche giorno fa anche per Xbox Series X|S e PlayStation 5.
Ho avuto la fortuna, posso scrivere con convinzione quest’ultima parola, di poterlo giocare grazie alla key mandataci. E nonostante sia ancora incerto sul come farlo, non vedo l’ora di parlarvene.
Resilienza
Il primo capitolo delle mie recensioni è solitamente dedicato alla narrativa. È mia abitudine scrivere almeno qualche riga di incipit sulla trama di ogni gioco che recensisco, perché penso che nel media videoludico la narrativa sia uno dei punti più importanti, eppure con 1000xRESIST non me la sento.
Ho conosciuto questo gioco in maniera fortuita, solo qualche parola qua e là, e mi sono approcciato all’opera sulla fiducia: non conoscevo i personaggi, le tematiche, gli avvenimenti e neanche il gameplay. Non sapevo nemmeno che genere di gioco fosse, se aspettarmi un action o un’avventura interattiva o chissà cos’altro.
E, una volta finito il gioco, sono ancora convinto che sia stato meglio così. La sorpresa, la disarmante incredulità nel seguire in prima (o meglio, terza) persona le avventure dei protagonisti è stata probabilmente la chiave di volta che mi ha permesso di godermi appieno questo titolo.

Quindi vi dirò solo questo: 1000xRESIST parla di molte cose.
È un’opera sulle difficoltà, sulla sofferenza, sulla perdita e sull’inganno. Tanto quanto è un’opera sulla famiglia, sulla speranza, sulla rinascita e (qualcuno direbbe “ovviamente”) anche sulla resistenza, in tutte le sue forme.
Cos’è l’arte?
Inizio questo secondo capitolo con una frase un po’ provocatoria, ma con cognizione di causa.
E lo faccio per un motivo ben preciso: io sono una di quelle persone che non apprezza l’arte contemporanea. Non credo all’idea che lo spettatore debba farsi carico del trovare, carpire o decidere le emozioni che una caparbia e pretenziosa opera dovrebbe suscitare.
Percepisco i tagli di Fontana come opera d’arte tanto quanto i resti di un piatto che ho fatto scivolare per sbaglio di mano e che si è frantumato per terra nonostante le mie colorite invettive contro la gravità.
1000xRESIST, per me, è l’equivalente videoludico di un’opera d’arte contemporanea. È un gioco strano a dir poco, che esteticamente non è davvero niente di che, con i suoi personaggi dai modelli grezzi e dalle pose assurde che nemmeno si muovono per il 90% delle circa 15 ore che mi ci sono volute per finirlo.
Anche lato gameplay c’è davvero poco da dire: 1000xRESIST è un’avventura walking sim semplice, quasi basilare, in cui la maggior parte del tempo l’unica cosa che può fare il giocatore è muoversi in giro e parlare con i vari personaggi. La narrativa è complessa, è strutturata peggio di una torre di Jenga, difficile da seguire alla perfezione, i personaggi parlano quasi sempre sottovoce senza una vera e propria ragione, il non-detto è quantitativamente superiore al detto…

Insomma, ci sono così tanti motivi per cui 1000xRESIST non dovrebbe piacermi. Così tanti motivi per cui sulla carta dovrei semplicemente glissare su questo gioco, andare avanti e considerarlo un giochino dimenticabile come tanti altri! Così caparbio e pretenzioso, quasi vanaglorioso, proprio come tutte quelle opere che sono solito non sopportare!
Eppure non è così. Non è stato così neanche per un istante.
Nonostante ci siano mille e più motivi per cui, sulla carta, questo gioco non avrebbe dovuto piacermi, giocandolo sono rimasto immensamente affascinato.
La sua oscena semplicità estetica mi ha rapito, la sua complessità narrativa mi ha colpito, i personaggi così reali e così vividi mi hanno fatto innamorare di loro (e probabilmente mi hanno causato almeno uno o due traumi di cui dovrei parlare con uno psicologo), la sua soundtrack eccezionale mi ha meravigliato, i suoi momenti più brillanti mi hanno fatto provare emozioni che raramente ho provato prima giocando a un videogioco.
E io stesso non riesco a crederci. Non mi aspettavo, né ero pronto, ad un’esperienza del genere!

La bellezza della sorpresa
Arrivati a questo punto, io temo di non aver fatto un ottimo lavoro come recensore. Mi rendo conto che ho detto pressoché nulla del gioco in sé, ho solo parlato ampiamente delle emozioni che ho provato mentre lo giocavo.
Eppure, credo genuinamente che questo sia il modo migliore di recensire questo titolo. Per un semplice motivo: se in qualche modo queste mie righe vi hanno incuriosito, non voglio essere la persona che vi anticipa inavvertitamente qualcosa che potrebbe emozionarvi.
Perché alla fine, di questo si tratta. Ho provato così tante emozioni mentre giocavo questa opera, dalla paura alla frustrazione passando per la sorpresa e il senso di colpa, che voglio lasciarvi la libertà e il piacere di scoprire tutto questo da soli.
E, nel caso non fosse ancora chiaro, sì. Credo che 1000xRESIST sia assolutamente un gioco che va giocato nella sua interezza. E voglio ringraziare Sunset Visitor per questa perla rara.




