Bye Sweet Carole – Un gioco horror italiano stile Disney
Pece, cenere e carbone
Tra i diversi dolori che possiamo sperimentare nella nostra vita, perdere qualcuno a cui teniamo sradica ogni sicurezza. Sin dall’infanzia siamo abituati a camminare e imparare dai nostri genitori e quando d’un tratto arriva il momento in cui li perdiamo, tutto diventa pece, cenere e carbone, come gli antagonisti in Bye Sweet Carole.
Questo gioco ispirato a storie Disney come La bella e la bestia e Alice nel Paese delle Meraviglie, mischia la grafica fiabesca all’ambientazione horror e tetra di Matilda sei mitica e alla narrazione thriller di Pretty Little Liars. Una bella combo per il gioco di Chris Darril, che ha voluto dedicarlo alla madre scomparsa recentemente.
Dopo aver perso la madre, l’unica luce a tenere a galla la nostra protagonista, Lana è la sua amica Carole, avida lettrice di Moby Dick. Fin quando, dal nulla, Carole sparisce, lasciando un vuoto nella vita di Lana. Cercando di indagare su quanto accaduto alla sua cara amica, Lana scopre di essere principessa di Corolla, un mondo di fantasia che rischia di convergere con la realtà a meno che la nostra protagonista non fermi il signore Oscuro Mr Kyn (un po’ come Alice nel paese delle meraviglie che cercava solo il suo gattino e si è ritrovata a dover affrontare la Regina di cuori).
Cosa sarà successo a Carole? È ciò che scopriremo nella breve storia di Bye Sweet Carole, primo titolo di Little Sewing Machine, software house catanese.

Peter Pan a Shutter Island
Per quanto sia venduto come gioco horror, in realtà la storia si rivela più un giallo investigativo con tematiche crescentemente politiche sul versante dell’emancipazione femminile. Ambientato nell’Inghilterra degli inizi del ‘900, prima che le donne potessero votare, le ragazze che abitano l’orfanotrofio di Bunny Hall sono costrette a seguire lezioni di galateo per diventare le future mogli e dame da compagnia nell’alta società. Questo futuro senza scelta spinge Carole a progettare una fuga tramite una serie di corrispondenze epistolari con un misterioso ragazzo francese, che Lana ritiene responsabile della scomparsa della sua amica.
Lana rincorre queste lettere lungo le buie stanze di Bunny Hall, dove un tetro gufo la tiene d’occhio per conto di Mr Kyn, l’uomo di catrame interessato a impadronirsi del regno di Corolla. Lungo la narrazione Mr Kyn fa presente a Lana che continua a vivere nel passato, come se il tempo non passasse, e questa convinzione non le permette di affrontare la realtà dei fatti. Pur di ottenere il dominio su Corolla, Lana riceve una proposta allettante da Mr Kyn: se vi venisse posta la scelta di rimanere per sempre bambini, in uno spazio sicuro dove il tempo non scorre, in cambio del regno fantastico di Corolla, non accettereste questo patto col diavolo?

Un ruvido scoglio
Quel che è, chiaramente, un titolo dall’estetica ricercata e altrettanto curata si schianta però contro un ruvido scoglio: quello del gameplay.
Bye Sweet Carole è l’equivalente odierno di un “punta e clicca” vecchio stampo, con unica differenza il sistema di movimento, che non richiede più di cliccare con il mouse, ma di spostarsi usando le freccette. Ciò che rimane molto simile, purtroppo, è il sistema di puzzle e interazioni ambientali di tanto in tanto astrusi, ma che risultano quasi sempre tediosi e ripetitivi.
Il giocatore sarà infatti spesso costretto a lenti backtracking specialmente nelle fasi iniziali del gioco, talvolta per risolvere i puzzle, altre volte anche solo per capire cosa fare muovendosi a tentoni.
Come se non bastasse, anche i mostri che di tanto in tanto inseguiranno la protagonista saranno niente più che una fastidiosa distrazione: è più probabile perdere la vita della protagonista cadendo da un dirupo piuttosto che a causa di questi nemici, che non solo saranno piuttosto lenti e impacciati, ma infliggeranno danni abbastanza irrisori alla salute della nostra Lana.
Fortunatamente, di tanto in tanto, sarà anche presente qualche variazione nel gameplay fra veri e propri combattimenti e sezioni di Rhythm Game che forniranno da piacevole distrazione dalle altre fasi di gioco.

Bye Sweet Carole
Mentirei se dicessi che non ho apprezzato l’idea dietro Bye Sweet Carole: dallo stile grafico mai visto prima alla storia che sul finale mi ha addirittura commosso, passando persino per le tematiche socialmente impegnate che vengono trattate nel titolo, è senz’ombra di dubbio un’opera che ha una sua dignità.
Rimane però il fatto che, pad alla mano, il fattore divertimento e intrattenimento viene sfortunatamente meno.
Paradossalmente, Bye Sweet Carole avrebbe forse giovato da un’interattività addirittura inferiore: se l’opera fosse stata un film, o banalmente una Visual Novel o un Walking Sim come Gone Home probabilmente l’avrei apprezzata di più. Tutto sommato, però, l’opera del team Little Sewing Machine rimane un’esperienza piacevole e che va solo che a migliorare mano a mano che il gioco va avanti!




