Discounty – Capitalismo e Comunità possono convinvere
Come forse saprete dalla recensione di Cuisineer, il buon vecchio Muso è appassionato di giochini che simulano la gestione di un negozio. Quando qualche giorno fa è arrivata in redazione una chiave per Discounty, che propone un’avventura in cui non solo dovremo far crescere un piccolo supermarket ma anche conoscere la gente del villaggio e immergerci nella cultura locale non ho saputo dire di no!
L’opera sviluppata da Crinkle Cut Games e pubblicata da PQube, uscita il 21 agosto scorso su Switch, Xbox Series X, PS5 e PC, è il primo titolo sviluppato dalla software house danese. Vediamo un po’ come ci è sembrato!
Conflitti di interessi
Ancora prima di giocare al gioco, sin dalla descrizione del prodotto sui vari store, Discounty si dichiara per quello che è: il protagonista arriva in città e dovrà dare una mano a mantenere aperto e piano piano ampliare il negozio, cercando di renderlo più remunerativo e più efficiente mano a mano che il tempo passa.
Questa necessità, però, spesso non è ben vista dagli abitanti di Blomkest, una piccola cittadina rurale casa di una comunità particolarmente legata alle sue tradizioni e alla sua cultura.
Ciò causerà un evidente disallineamento fra i compiti del giocatore e le richieste di buona parte degli abitanti della città, e porterà quindi alla nascita di conflitti e situazioni spiacevoli.

Ho trovato personalmente molto interessante la dicotomia fra gli intenti del giocatore e quelli degli NPC, che ha creato una strana situazione in cui spesso mi sentivo più in colpa che felice di portare a termini missioni e obiettivi richiesti.
È stata un evidente monito, un’allegoria di come il capitalismo sfrenato sia nocivo e dannoso per la società ma, al tempo stesso, purtroppo inarrestabile. Al contempo, però, più si va avanti più ci si rende conto come spesso la colpa sia degli individui, e non del sistema in sé.
Gestori o sguatteri?
Devo dire di aver trovato Discounty un po’ carente a livello di gameplay. Nel tempo ho giocato a numerosi simulatori di negozietti e temo che questo sia stato il più carente di tutti: dall’impossibilità di scegliere personalmente il prezzo di vendita degli oggetti alla carenza di una vera e propria trattativa di alcun tipo (o necessità di adattarmi a domanda e offerta degli acquirenti).
Spesso e volentieri, mi sono sentito molto più come un semplice commesso piuttosto che gestore (il che sarebbe anche narrativamente accurato, se solo non fosse estremamente ripetitivo) e non posso fare a meno di pensare che come simulatore di negozio ci siano molte altre scelte decisamente più valide.
Sono numerosi anche i piccoli errori dovuti all’inesperienza del team, come l’impossibilità di skippare il recap giornaliero delle vendite (che mostra gli articoli venduti UNO AD UNO in un lento e inesorabile riepilogo) o la scomodità del sistema di inventario che rende complicato spostare articoli e scaffali in giro per il negozio.

D’altro canto, però, è chiaro come Discounty ponga molta più attenzione verso la cittadina di Blomkest, i suoi abitanti e le interazioni con essi piuttosto che nella gestione del negozio in sé, che è una mera formalità necessaria per consentire al giocatore di avere qualcosa di interessante da fare mentre attende la possibilità di proseguire nella trama e scoprire la verità dietro le vicende del gioco.
Da questo punto di vista, sicuramente c’è stata una cura superiore nel costruire un intreccio narrativo e di personaggi con vicendevoli simpatie e antipatie che hanno reso l’intera esperienza molto credibile e comunque a tratti divertente.
Un titolo con tanto impegno
La versione da noi provata è stata quella per Nintendo Switch, giocata sulla Switch 2, e devo dire che sono lieto di aver potuto provare Discounty su questa console perché credo davvero che sia il gioco perfetto da giocare in portabilità: nonostante un po’ di incertezze nel framerate quando il negozio si riempie di oggetti e clienti, ho trovato le prestazioni del titolo adeguato alle mie aspettative!
La grafica non sarà la pixel-art più bella che abbiate mai visto, ma fa il suo lavoro discretamente bene e anche a livello di framerate non l’ho mai trovato inferiore al necessario per un’opera di questo tipo, sia in versione docked che in versione portatile.

Parliamo anche della soundtrack, che mi è personalmente piaciuta molto con il suo ritmo catchy che mi ritrovo ogni tanto a canticchiare anche in situazioni in cui non sto giocando al gioco.
Insomma, lato artistico penso che non ci si possa davvero lamentare!
Una prima iterazione interessante, ma comunque da migliorare
Mentirei se vi dicessi che Discounty è un gioco senza difetti. Il gameplay loop diventa abbastanza velocemente ripetitivo, con la maggior parte delle abilità richieste al giocatore nell’ottimizzare il lavoro di cassa e lo smistare oggetti per il locale come un qualsiasi impiegato, ma c’è stato sicuramente dell’impegno da parte degli sviluppatori e tanto da scoprire in un giochino che raggiunge tranquillamente, anche se inaspettatamente, la soglia delle 20 ore e oltre per coloro che se la vogliono prendere con calma e godersi Blomkest e i suoi abitanti.
Detto questo, rimango dell’idea il titolo di Crinkle Cut Games sia più adeguata a coloro che cercano un po’ di relax e la possibilità di conoscere e interagire con tanti personaggi variegati e interessanti piuttosto che coloro che cercano un simulatore di negozio da gestire con efficienza!
TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=67GAQh2NBno




