Addio ad Andrea Purgatori, un giornalista che non aveva paura dei “muri di gomma”
Si è spento a 70 anni Andrea Purgatori, uno dei più grandi giornalisti e autore di successo di reportage su La7

Un nobile cronista
Il giornalista Andrea Purgatori è morto questa mattina a Roma in ospedale dopo una breve fulminante malattia. La notizia è arrivata all’agenzia di stampa Ansa direttamente dai figli Edoardo, Ludovico, Victoria e dalla famiglia rappresentata dallo studio legale Cau. Per anni Purgatori è stato inviato del Corriere della Sera dove si è occupato di terrorismo, intelligence e criminalità. Dal 1976 al 2000 ha coperto i più importanti casi di terrorismo internazionale e italiano, soprattutto quelli negli anni di piombo e dello stragismo, come il caso Moro e la strage di Ustica del 1980. Dal 1982 è stato uno dei massimi autori di reportage di molti conflitti come la guerra in Libano del 1982, la guerra tra Iran e Iraq, la guerra del Golfo del 1991, l’Intifada e le rivolte in Tunisia e Algeria. Docente di sceneggiatura, consigliere degli autori, oltre ad essere stato il volto, dal 2017, di Atlantide, uno dei programmi di più successo mai andati in onda su La7. Un cronista, nel vero senso della parola. Andrea Purgatori ha onorato il giornalismo e, al contempo, è stato anche un uomo di cinema, non rinunciando per questo a momenti di leggerezza (si veda su tutti la partecipazione a Boris e al film di Corrado Guzzanti: Fascisti su Marte).
Il suo impegno per la verità
In prima fila fin dal 1983 per cercare la verità sul caso di Emanuela Orlandi, Andrea Purgatori, allora, era un cronista del Corriere della Sera. A lui si devono importantissime scoperte in merito al caso, soprattutto riguardanti gli audio de l’Amerikano. Fu anche uno dei primi giornalisti a catalizzare l’attenzione per la pista londinese del caso Orlandi, quella riguardante il potenziale trasferimento della ragazza proprio a Londra (notizia che sembra, ad oggi, confermata dal Documento di Londra presentato in esclusiva dal giornalista Emiliano Fittipaldi nel libro “Gli impostori, inchiesta sul potere”). Nell’autunno del 2022 una delle sue ultime apparizioni in tv con la docu-serie Netflix “Vatican Girl”, che ha permesso di riportare un’importanza mediatica senza precedenti al caso, anche dopo 40 anni dalla sparizione.
Rompere il muro di gomma
Andrea Purgatori si ricorda anche per essere stato il soggetto (nonché uno dei tre sceneggiatori) del film Il muro di gomma, pellicola del 1991 diretto da Marco Risi, che racconta la storia di Rocco Ferrante, giornalista di fantasia del Corriere della Sera (ispirato, però, all’esperienza di Andrea Purgatori), che per dieci anni seguì le indagini sull’incidente aereo di Ustica del 1980 in cui morirono 81 persone. Fu presentato in concorso alla 48ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e venne premiato l’anno successivo con il Ciak d’oro. Quello che sappiamo, oggigiorno, su Ustica lo si deve in larghissima parte proprio al lavoro di Purgatori: infatti, dopo 34 anni di difficili indagini ostacolate da depistaggi, false dichiarazioni, sparizioni di prove e 12 morti di persone che a vario titolo quella notte erano state testimoni di quanto era effettivamente accaduto (morti avvenute quasi tutte in circostanze sospette) è stato formalmente riconosciuto dalla Magistratura civile italiana, grazie, per l’appunto, anche al lavoro di giornalisti come Andrea Purgatori, che il DC9 si trovò coinvolto in uno scenario di guerra aerea in tempo di pace avvenuta nei cieli di Ustica venendo colpito da un missile indirizzato ad altro velivolo, verosimilmente un caccia libico. Atlantide, durante la puntata del 20 dicembre 2017, aggiunse un ulteriore tassello mancante alla ricostruzione dei fatti avvenuti quella notte, grazie alla testimonianza resa al giornalista dal marinaio della US NAVY Brian Sandlin in servizio quel giorno sulla portaerei Saratoga, il quale dichiarò che, quella sera, il comandante della Saratoga informava l’equipaggio che aerei F4 della Saratoga avevano dovuto abbattere proprio due Mig libici, smentendo, perciò, le dichiarazioni ufficiali a suo tempo rilasciate dal Governo americano.
Se ne va un fuoriclasse dell’informazione, una guida della comunicazione: Andrea Purgatori, una vita a combattere contro il “muro di gomma”.




