Return to Grace – La ricerca della conoscenza
Immaginate di scoprire che un luogo, da qualche parte, sia stato il perno fondante della società dell’intero universo per diverse centinaia di anni, e che questo luogo contenga una sconfinata conoscenza su quella società che è stata, purtroppo, dispersa.
Questo è l’incipit di Return To Grace, un’avventura narrativa in prima persona che abbiamo avuto la possibilità di provare in anteprima. L’opera sviluppata e pubblicata da Creative Bytes Studios è in uscita il 30 Maggio su Epic Games Store e Steam.
La Ricerca della Conoscenza.
Return to Grace è la storia di Adamari Ito, esploratrice spaziale alla ricerca di Grace, un’intelligenza artificiale che qualche secolo prima veniva considerata (e si comportava) come una vera e propria divinità. Per qualche motivo, però, Grace è a un certo punto sparita, e con lei il luogo in cui veniva adorata.
La nostra protagonista, dopo numerose disavventure, riesce infine a raggiungere un pianeta promettente, dove spera di riuscire a scoprire la verità su questa IA e, forse, anche qualcosa di più su se stessa e sul perché abbia deciso di intraprendere questa avventura.

Alcune delle zone presenti all’interno dell’edificio sono davvero affascinanti e suggestive.
Durante la sua esplorazione Ito sarà aiutata da altre intelligenze artificiali, a partire da Allen (la sua navicella spaziale) e per arrivare a Logic e Control, parti dell’insieme di intelligenze artificiali che, se fuse fra loro, creano l’entità conosciuta come Grace. Queste IA saranno di compagnia al giocatore, oltre ad aiutarlo nei numerosi compiti che dovrà affrontare all’interno del luogo in cui risiede Grace. La loro caratterizzazione, come quella della protagonista stessa, è affrontata con cura dagli sviluppatori, che hanno dimostrato di essere in grado di creare personaggi interessanti nonostante la brevità dell’avventura, che ha una durata di circa un paio d’ore se giocata nella sua interezza (senza quindi utilizzare scorciatoie).
Un’avventura… Datata.
Se dal punto di vista narrativo e di costruzione dei personaggi il team di sviluppo canadese ha fatto un lavoro soddisfacente, il lato gameplay lascia purtroppo un po’ a desiderare. A partire dalle fasi ormai viste e riviste in cui bisognerà bilanciare la protagonista, tramite lo stick destro, in bilico su zone sospese per arrivare alla scelta di impedire al giocatore di utilizzare il mouse per interagire con i pad necessari per proseguire nel gioco.

Immaginate dover navigare questo pannello quadretto per quadretto usando WASD, anziché poter cliccare direttamente con il mouse.
Al netto di situazioni in cui il gameplay risulta un po’ vecchiotto, il gioco si lascia tranquillamente giocare, complici sia la durata breve sia il genere di appartenenza: in un’avventura narrativa, in fondo, non è poi così tragico dover sprecare un paio di minuti ogni tanto con dei comandi non esattamente user-friendly!
La bellezza della scoperta.
Quel che sorprende di Return To Grace, considerando la brevità dell’opera, è il quantitativo di diversità ambientale che è possibile riscontrare sia all’interno dell’edificio in cui avverrà buona parte della storia, sia al di fuori di esso. Se il mondo esterno si mostra come un gelido pianeta tempestato da bufere di ghiaccio e neve, la Spire (così è chiamato l’edificio in cui risiedeva Grace) avrà al suo interno un ventaglio di aree molto diverse fra loro, da giardini rigogliosi a sale macchine cupe, passando per saloni luccicanti ed enormi navate di chiese.

Presenti tuttavia alcune imperfezioni artistiche, che spaziano da texture non caricate correttamente a compenetrazioni fra modelli.
Al contempo, un altro aspetto particolarmente apprezzabile del titolo sono le voci che doppiano le IA, perfettamente riconoscibili fra loro e che rispecchiano in maniera perfetta il carattere di ognuna di esse. Anche il sound design e gli effetti sonori si dimostrano essere un valore aggiunto per l’opera.
La soundtrack, tuttavia, lascia purtroppo un po’ a desiderare… Per non dire che è relativamente dimenticabile e di poco impatto.
Ritorno al Futuro
Il titolo di Creative Bytes Studio immerge con facilità il giocatore in quelle ambientazioni sci-fi tipiche degli anni ’60, dove l’esplorazione spaziale e la ricerca di conoscenza, scoperte e tesori non solo economici si fondono amabilmente con l’idea di una società diversa, tecnologie misteriose ma al contempo facili da utilizzare e intelligenze artificiali cordiali e non. Al netto quindi di un gameplay non esattamente coinvolgente e ormai vetusto, Return to Grace rimane un gioco che sarà sicuramente apprezzato dagli amanti del genere.




