My Time at Sandrock – Immenso, coinvolgente, ma…

“My Time at Sandrock è quel titolo capace di rubarti tantissime ore di gioco senza che te ne accorga, sempre che tu sia disposto a sorvolare su alcuni dettagli”. Con queste parole ho descritto l’ultima fatica del team Pathea Games ai miei amici e con queste stesse parole iniziamo questo nostro viaggio alla scoperta di un mondo simil western talmente ricco di attività, missioni e segreti, che non so davvero da dove cominciare.
Uscito lo scorso 2 novembre 2023 su Nintendo Switch My Time at Sandrock racchiude al suo interno tutte le potenzialità dei gestionali simulativi offrendo, allo stesso tempo, un mondo di gioco particolareggiato e diverso dai soleggiati pascoli verdi a cui siamo abituati in queste produzioni.
Non che manchi il sole, anzi c’è fin troppa siccità nella desertica Sandrock, tuttavia le attività e la gestione delle giornate e di questa nuova vita in città saranno molto diverse da quelle viste, ad esempio, in Potion Permit o dell’amatissimo Stardew Valley, ed anche il nostro ruolo all’interno della comunità sarà decisamente diverso da questi ultimi esempi.
Abbiamo giocato in anteprima sulla nostra cara console ibrida di Nintendo per davvero tante ore, forse troppe, e non vedevamo l’ora di potervi raccontare quella che è, tuttora, un’esperienza davvero interessante e ben strutturata, seppur con qualche nota dolente.
Andiamo insieme dunque alla scoperta di questa nuova vita da costruttori nel desertico west!
My Time at Sandrock, la vita di un costruttore
La nostra avventura inizierà, come spesso capita, con un viaggio. Un viaggio in treno verso una vita nuova, in un posto sperduto che ha tutta l’aria di avere bisogno di noi. Abbiamo accettato un nuovo lavoro, una nuova missione, quella di aiutare una piccola comunità a rimanere in piedi facendo quello che sappiamo fare meglio, ovvero costruire.
Uno scambio equo: da una parte faremo esperienza ed impareremo a gestire e migliorare la nostra bottega da costruttori, accrescendo il nostro nome e le nostre abilità, e dall’altra aiuteremo una piccola comunità in una città desertica a prosperare. Questo avviene in una situazione dove il bene primario è, ovviamente, l’acqua e dove ogni spreco o problema nelle infrastrutture potrebbe portare alla difficoltà di reperire quest’ultima o altre risorse primarie.
Una situazione difficile in un mondo di gioco altrettanto particolareggiato, una sorta di piccolo borgo nel selvaggio west nato sulle rovine di quella che è un’antica civiltà tecnologicamente avanzata, 300 anni dopo il cosiddetto Giorno della Calamità. E questo è solo uno dei tanti misteri da svelare che accompagnano questo viaggio alla scoperta di Sandrock, arricchito da quegli elementi tipici dei racconti del far west come il treno assalito dai banditi della zona o misteriose popolazioni (in questo caso non umanoidi) presenti nel deserto.
Il ruolo del giocatore all’interno della comunità sarà semplice: costruire ogni cosa e per ogni abitante. Verranno chiesti i materiali più semplici, le armi per difendersi nel deserto, alcuni cibi o tessuti o anche strumentazioni complesse, senza contare la riparazione di alcuni edifici della zona per le missioni più importanti.
Ogni piccolo traguardo farà aumentare il livello del personaggio e il prestigio come bottega, aumentando l’affinità con i vari personaggi del villaggio ed avendo accesso a missioni sempre più particolareggiate e difficili. Tramutare il gioco da un semplice “recupera materiali e consegna” ad un gestionale stratificato dove pianificare come ottenere ogni risorsa sarà la carta vincente per rispettare le scadenze e non perdere punti.

Non solo costruzioni
Uno degli aspetti che più ci ha colpiti di queste nostre ore di gioco è stata la vastità di attività secondarie che compongono il quadro generale di My Time at Sandrock. Le costruzioni e la ricerca del materiale saranno sempre la base del gioco ma non mancano certo spunti per poter proseguire in modo alternativo con il gameplay.
Il rapporto con gli altri abitanti di Sandrock, come spesso accade in produzioni di questo tipo, è basilare. Accrescere il rapporto con loro ed aumentare le varie affinità farà affiorare un sotto strato di missioni secondarie molto ricco, che talvolta porteranno ad esplorare attività parallele del gioco che aiuteranno ad incrementare i punti relazione o, in alcuni casi, daranno semplicemente un tocco di vita in più al mondo di gioco.
Esiste una sorta di sala giochi all’interno di Sandrock, ad esempio, dove poter sfidare gli abitanti ad acchiappa la talpa o altri mini game, e se pensate che gli unici modi di aumentare l’affinità siano il parlare costantemente con chi incontrate, portare a termine le missioni assegnate o fare regali ai vostri amici virtuali vi state sbagliando. Già dalle primissime fasi di gioco My Time at Sandrock propone due mini attività di intrattenimento, come il duello e la sfida a carte, ottimo passatempo per affinare le abilità in combattimento o prendersi una pausa dal solito reperisci e costruisci.
Perché sì, in My Time at Sandrock si combatte e anche molto spesso. L’esplorazione del deserto intorno alla città principale infatti è piena di misteriosi e strani animali come il Pollo d’artificio, un pennuto che come contrattacco lancerà fuochi d’artificio contro il nostro protagonista.
Spesso i nemici sono innocui, non si cureranno del giocatore anche se questo passa al loro fianco ma in alcuni casi saranno aggressivi e territoriali e bisognerà combatterli. Dopo tutto…da un Pollo d’artificio è normale ricavare un fuoco d’artificio come ricompensa no?

E questa è solo una delle particolarità del titolo. Un fattore che ci ha piacevolmente colpiti durante il nostro gameplay è stato lo sviluppo del personaggio. My Time at Sandrock non è un semplice gestionale dove gestire costruzioni e tempi di recupero dei materiali, ma ha al suo interno un interessante schema di crescita del personaggio tramite punti abilità settorizzati, level up e aumento di statistiche che aiuteranno a progredire nel gioco.
Continuando a combattere, ad esempio, non solo si aumenterà di livello e di conseguenza aumenterà il vigore, la vita e i danni inflitti, ma si sbloccheranno anche punti abilità da spendere nell’apposito ramo abilità, che influenzeranno il gameplay. Se si combatte con spada e scudo si potrà decidere di aumentare l’efficacia dei nostri colpi e infliggere più danni critici, così come, cambiando ramo, se si costruirà molto si sbloccheranno passive sulle costruzioni o abilità che influenzano il prezzo di vendita dei prodotti o l’efficacia dei nostri macchinari.

My Time at Sandrock è come un iceberg…ma nel deserto.
Come avrete sicuramente capito dal titolo del paragrafo, un grandissimo punto di forza di My Time at Sandrock è sicuramente l’enorme quantità di attività possibili che si annidano sotto alla semplice frase descrittiva del gioco sugli store. Il Nintendo Eshop infatti recita: “Usa il tuo fidato set di strumenti per raccogliere risorse, costruire macchine e trasformare la tua officina malandata in un centro di produzione di prim’ordine per salvare la città dalle fauci della rovina economica!” un’affermazione che racconta solo in parte l’enorme potenzialità del gioco, tuttavia bisogna anche tenere conto del rovescio della medaglia.
Se di fatto da un lato questa enorme mole di esplorazione, costruzione, combattimento e ricerca di risorse costituisce un’ottima base per gli amanti del genere, è anche vero che dilata inevitabilmente i tempi di gioco, portando a quello che mi piace definire “effetto Stardew Valley”, ovvero dove anche dopo diverse ore di gioco appaiono nuovi segreti e meccaniche.
Questo potrebbe portare ad un senso di smarrimento iniziale per chi non è affine a questa tipologia di esperienze ma decide comunque di affrontare il gioco senza seguire principalmente la main quest. Tra le opzioni di ampliamento iniziali, giusto per fare un esempio, si possono trovare la possibilità di creare un allevamento o di coltivare la terra, e anche se i prezzi sono decisamente proibitivi per l’inizio del gioco, potrebbero creare dubbi nel giocatore che non è ancora arrivato al punto di trama in cui vengono trattati questi argomenti.
Insomma, un gioco stratificato e pieno di attività e scoperte da fare, ma che talvolta tende a guidare il giocatore forse troppo a lungo nel suo percorso. Una scelta che non ci sentiamo di criticare e che condividiamo in vista di un pubblico nuovo al genere, ma che per i veterani potrebbe sembrare talvolta, una sorta di limitazione, limata tuttavia dal un sistema punitivo che spinge il giocatore a non azzardare troppo con consegne e incarichi per non perdere punti fama e non creare dissapori con gli abitanti.

Tuttavia…
Come si sarà capito, My Time at Sandrock ci è piaciuto e anche parecchio. Abbiamo passato diverse ore a costruire ed esplorare il deserto ed anche ora che ci troviamo davanti a questo foglio digitale per scrivere questa nostra recensione, ci sembra di aver esplorato solo una minima parte di tutto il potenziale di questo titolo, ma dobbiamo anche fare i conti con quelli che sono i punti fragili di questa produzione su Nintendo Switch.
Sulla console ibrida di Nintendo infatti, My Time at Sandrock non riesce a brillare per qualità. Per quanto il contenuto sia davvero lodevole, ai giocatori che vogliono cimentarsi in questa esperienza suggeriamo di armarsi di molta pazienza e di chiedersi fino a che punto si è disposti ad accettare i limiti di una console.
Perché oltre ad alcune limitazioni grafiche che ad esempio rendono i combattimenti non troppo godibili o l’esplorazione non troppo fluida e serena, si aggiungono diverse problematiche relative allo sviluppo del gioco o alla navigazione del menu, che spesso risulterà lento e con tempi di caricamento leggermente eccessivi per gli standard odierni.
Nulla che possa precludere di vivere un’avventura all’insegna della scoperta e dell’esplorazione, vista soprattutto l’enorme quantità di materiale a disposizione del giocatore, ma per motivi di chiarezza ci sembra giusto sottolineare i limiti della versione da noi provata.
Soprattutto in vista dei costanti aggiornamenti che il team di sviluppo ha apportato al gioco e ci ha comunicato in questo nostro periodo di prova in anteprima e tenendo conto anche della grossa patch dal day one uscita proprio in vista del lancio ufficiale su Nintendo Switch.
Vogliamo dunque essere fiduciosi nei confronti del team di sviluppo e vogliamo suggerire a voi lettori questa piccola esperienza, fiduciosi che saprete superare questa piccola staccionata di imperfezioni per vivere un’avventura davvero immensa e coinvolgente come quella presente in My Time at Sandrock!




