A Vicenza nasce il Fragilismo

di Cinzia Albertoni

L’epoca del super-eroe, delle certezze, dell’ostentazione, dell’onnipresente materialismo è finita. A suggerire comportamenti più consoni a questi tempi incerti, nei quali l’uomo s’interroga sul proprio futuro in uno stato d’inquietudine, è l’arte. Per quanto il mondo naufraghi in un oceano di globale insicurezza, a salvare l’anima è ancora una volta la creatività.

 

Dopo aver fatto capolino in maggio in un happening presso la Stamperia Busato di Vicenza, il movimento “Fragilismo” ha presentato ufficialmente il proprio manifesto lo scorso 28 ottobre nella sede del VIART, centro espositivo dell’artigianato artistico vicentino.
Dodici i punti che ne illustrano il pensiero, teorizzati coralmente dall’intero gruppo:

1) Fragile è l’uomo. 2) La consapevolezza della sua fragilità può aiutarlo a evolvere. 3) Siamo involucro della delicatezza e della fragilità delle cose e delle emozioni. 4) L’arte è un messaggio che si completa con lo sguardo e il cuore di chi l’osserva. 5) Fragilista è chi si pone dubbi, interrogativi, chi non ha risposte, chi si sente distante dal senso d’onnipotenza fondato sulla materialità. … 8) Non vogliamo creare uno stile o una scuola, ma unire tutte le persone che sentono il bisogno di un cambiamento radicale, positivo. 9) Non abbiamo regole da seguire, alle quali ogni opera – nei vari campi – debba corrispondere: non c’è bisogno di un’autorità ulteriore in un mondo già falsamente libero …

Nessun diktat, pertanto, ma leggerezza, possibilità, delicatezza. Il movimento non urla, non sbraita, non detta, semplicemente predispone interrogativi, frantuma le certezze considerate oppio della mente, riflette sull’ineluttabile ritorno a una realtà più povera ma più ricca di significati, contenuti, e in sintonia con la natura.  Il coordinatore del movimento l’architetto-designer Sotirios Papadopoulos ha riunito più di venti artisti d’ambito nazionale e internazionale nella prima mostra-evento prodotta dalla Fondazione Vignato e patrocinata dalla Regione Veneto e dal Comune di Vicenza e ha incuriosito un numeroso pubblico con le performances, i reading, i video, nella presentazione del manifesto al VIART.  Il Fragilismo è il primo movimento non di stile ma di consapevolezza, ricerca la bellezza non superficiale ma interiore, la bontà in  quel pezzo dell’anima che unisce tutti e tutto. Arruola pittori, scultori, musici, scrittori, filmakers, chef, stilisti, creativi che ne condividono il pensiero. Il contagio emotivo sta espandendosi rapidamente, affascina le menti consapevoli che l’avere non può sottomettere l’essere, che i castelli di sabbia del benessere e i giganti d’argilla del successo sono già crollati.  Questo atteggiamento understatement piace, forse perché siamo un po’ tutti saturi di quella fallace vanagloria di critici, mercanti e gallerie d’arte che sistemano su costosi piedistalli chi dell’arte ripete un noioso dejà vu e un dejà fait. Ora ci auspichiamo che da un ripiegamento intimistico, quale propone il Fragilismo, nascano quelle nuove immagini, parole, note, fotografie, danze, luci, video, dipinti,  scaturiti da un reale raccoglimento personale e non dai dettami effimeri delle richieste di mercato, alle quali anche l’arte è stata scelleratamente sottomessa.

Il manifesto è stato firmato da: Sotirios Papadopoulos, Enzo Sartori, Michele Scaciga, Margherita Michelazzo, Elisa Paiusco, Stefano Luciano, Simone Del Pizziol, Simone Crestani, Cinzia Tomaciello, Maria Lucia Ferraguti, Franca Grimaldi, Roberta Busnelli.

 

3 Novembre 2011

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