Vicenza: Il coccodrillo spartitraffico

di Cinzia Albertoni

Ci hanno messo di tutto. Paioli di rame, tralci di vite, castelli in miniatura, cavalli di ferro imbizzarriti, lampioni a corolla, ponticelli giapponesi, macigni del Pasubio, ghiaie del Brenta, statue della Madonna. Al centro delle rotatorie di Vicenza e provincia si esibisce un campionario d’immagini che pescano dal bestiario, al passato storico, alla land art, al trash riciclato. Il trofeo dell’originalità spetta al rondò di Viale Milano dove, acquattato nell’erba alta, campeggia un enorme coccodrillo in plastica rossa.

Non è lo scherzo di un buontempone, è l’arredo urbano destinato all’aiola più trafficata della città, collocato lì con il benestare del sindaco. Apriti cielo. I concittadini non approvano e fioccano lettere ai giornali locali esprimendo l’indignazione per un simile sgarbo alla città  palladiana, patrimonio dell’umanità. In verità il rettile scarlatto ha trovato la sua giusta collocazione, essendo le attività commerciali della zona per la maggior parte gestite da chi di coccodrilli se ne intende. Ma di quelli veri.

 

16 settembre 2011

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