Chiamata alle arti per i creativi veneti

L’arte contemporanea se la deve vedere con un contenitore ingombrante. E’ la regale Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (PD) a ospitare il Padiglione Veneto, una propaggine transfuga da Venezia di quel Padiglione Italia curato da Sgarbi per la 54° Biennale  “Illuminazioni”. Le stanze barocche del sontuoso immobile, messo a disposizione dalla Regione Veneto che ne è proprietaria,  accolgono  i nuovi esiti della pittura, scultura, fotografia, ceramica, grafica, video-arte, di 63 artisti veneti chiamati in appello a documentare l’evoluzione dell’arte locale. Non tutte le opere si destreggiano parimenti nell’imponente scenografia, alcune si defilano, altre beneficiano delle atmosfere elargite dagli affreschi parietali.

Trae vantaggio dal grande spazio aereo dell’Auditorio, l’installazione di Michelangelo Penso Circuito Genetico RSBP, un reticolo di cinghie pendule dall’ovale balaustra. Ai lati dell’ingresso, nei camerini delle Storie Sacre, a sinistra trionfano le ali di farfalla di Annalù appoggiate su un una candida paglia di vetroresina e a destra rifulge il tappeto-volante The Mervellous Flight di Stefano Curto realizzato con 120.000 cristalli e gemme colorate. Nella sala delle Arti e delle Scienze, Sarah Rivoltella dispone la sua Polarizzazione, 154 personaggi in ceramica, una schierata corte dei miracoli impegnata nelle più disparate attività. Nella lunghissima infilata di stanze del piano terra, sono affiancati ai  maestri Alessio Tasca e Cleto Munari, molti giovani dagli esiti abbondanti di dejà vu e dejà fait.  Per trovare altri nomi affermati bisogna salire alla galleria del primo piano dove lo spazio nudo è più consono all’esposizione. Sul multiforme eclettismo di pitture e installazioni, dominano gli stili dichiarati di  Luigi Pellanda fedelissimo all’iper-realismo, di Romano Lotto che nei due paesaggi informali tira di spatola,  dell’azzeccato scorcio prospettico di Matteo Massagrande,  di Saturno Buttò che nel surreale scenario Versa est in luctum ci appioppa una interrogativa tensione. Ottime le immagini fotografiche di Cesare Gerolimetto che esplora il Monte Grappa e dei riflessi lagunari d’effetto impressionistico di Fulvio Roiter.  En plein air, nel giardino antistante la facciata della villa,  piace il Grande flauto magico di Elio Armano appoggiato con nonchalance alla scalinata e La siepe di Pino Castagna, ferroso diaframma arboreo. Tanti i partecipanti, giovani e canuti, chiamati a darci un resoconto di quanto è accaduto nell’arte in questo primo decennio del 2000. Teniamoli d’occhio anche nel secondo.

Cinzia Albertoni
www.cinziaalbertoni.it

Padiglione Veneto della 54° Biennale di Venezia
Villa Contarini
Piazzola sul Brenta (Padova)
Tutti i giorni 9.00/19.00 fino al 21/11.
Chiuso: mercoledì
www.villacontarini.eu

 

di Cinzia Albertoni

14 settembre 2011

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