L’ ECCELLENTE PENNELLO

di Cinzia Albertoni

Usa la tempera all’uovo, macina i pigmenti, incide con il bulino, incamotta le tele. Colloca i soggetti al centro dello sfondo scuro in un pacato immobilismo, li spoglia di qualsiasi inutile orpello, li illumina e non li abbaglia. Maurizio Bottoni, Milano 19 marzo 1950, dipinge nel suo studio meneghino incurante dei venti di fronda che pervadono la scena artistica contemporanea. Ci si potrebbe ripetere e ancora definirlo “fiammingo” o il “Dürer italiano” per quelle zolle erbose degne di un erbario, dove tutto è riconoscibile, non schedato ma poeticamente descritto, o per le calligrafiche incisioni dove l’indugio sul tratteggio dichiara la padronanza del dettaglio minuto. Una pittura sensoriale la sua. E non solo perché consacrata alla vista.

Le scorze rugose delle sue pendule zucche suggeriscono sensazioni tattili. Formaggi stagionati, canestre di biscotti e bicchieri di vino sobillano istigazioni olfattive e gustative. Ronzii fastidiosi paiono giungere dagli insetti assalenti il pane o il teschio. Perfino il viaggio muto della neve che cade e il frullio delle ali d’un barbagianni sembrano planare sul nostro orecchio. Una pittura oscillante tra il poetico e lo sgradevole, tra l’impalpabilità di un soffione di tarassaco e  l’orrore di una testa mozzata servita su un vassoio. E’ un provocatore questo artista. Il suo pennello detta un’ingiunzione emotiva: ci diffida dal guardare i suoi dipinti senza provare nulla. Qui l’impassibilità non esiste. Le immagini ci attivano sintomi di stupore, elogio, ripugnanza, sollievo. La sollecitazione ottica, per quanto decisa, è perdente al confronto di quella mentale perché l’occhio guarda ma l’immaginazione s’invola, risucchiata dai notturni stellati, dai rocciosi paesaggi, dalle foreste muschiate. Capacità di osservazione, abilità tecnica, pennello meticoloso rendono i colori, le ombre, i volumi, la resa dei materiali e delle atmosfere magistralmente veritieri. Ci si potrebbe sbagliare e definirla pittura ruffiana per via di quell’adescamento dell’occhio dovuto alla piacevolezza estetica, invece è solo ottima pittura.

E’ un grande evento per Asiago (Vicenza) accogliere al “Museo Le Carceri” i dipinti di uno dei migliori maestri italiani contemporanei.  La mostra è visitabile fino al 9 ottobre. Aperta sabato e domenica.    10.00/12.30-16.00/19.00    Ingresso libero

 

Cinzia Albertoni

www.cinziaalbertoni.it

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook