Ue: Chiodi e Hahn in sintonia su creazione regioni in transizione, ma il Governo si oppone

Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, è soddisfatto da quanto emerso dalla riunione con il commissario Ue per gli Affari regionali, Johannes Hahn, tenutasi nella serata di ieri a Bruxelles: “È stato un incontro positivo, che ha evidenziato la volontà della Commissione europea di proseguire sulla strada che riconosce un canale di programmazione specifico per le regioni in transizione“.

Il Governatore dell’Abruzzo ha aggiunto che la riunione è stata importante per porre un tassello ulteriore nella battaglia che la sua regione, con altre due regioni italiane, sta portando avanti per il riconoscimento dello status di regioni in transizione.

Proprio Hahn, intervenuto nella giornata di ieri agli “Open days 2012” di Bruxelles, ha voluto precisare lo scopo dell’introduzione all’interno della politica di coesione dell’Unione europea della categoria delle regioni in transizione, che è quello di stabilire un sistema di finanziamento giusto ed equo tra tutte le regioni.

Il Commissario Ue per gli Affari regionali ha inoltre rassicurato sull’infondatezza del timore che la creazione di questa nuova categoria possa portare ad una differente ripartizione dei fondi, riducendo quelli da destinare alle regioni più svantaggiate: ”Non dimenticheremo il ruolo tradizionale della politica di coesione, che è quello di aiutare le regioni più povere a svilupparsi. Il 70% del budget, infatti, serve proprio per raggiungere questo obiettivo”.

Chiodi, però, ha voluto sottolineare la netta, e per lui irrazionale, disapprovazione del Governo italiano circa la creazione di questa nuova categoria di regioni : “Nonostante i nostri propositi, dobbiamo ancora una volta registrare l’opposizione del Governo italiano. Noi non ne capiamo il motivo e, per questo, lo riteniamo un errore strategico rilevante. La nostra posizione di regioni in transizione non penalizza affatto le altre regioni italiane, che potranno accedere alla programmazione europea 2014-2020, ed è per questo che non riusciamo a comprendere la posizione assunta dal Governo italiano, che rischia seriamente di arrecare un danno rilevante alla nostra regione”.

Giuseppe Ferrara
10 ottobre 2012

 

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