Vertice Berlino, Draghi e Merkel d’accordo su riforme

La cancelliera Angela Merkel e il presidente della Bce Mario Draghi sono d’accordo: “In Europa, negli Stati nazionali come nella collaborazione nell’ambito dell’unione monetaria, è assolutamente necessaria un’ulteriore disponibilità alle riforme per aumentare la competitività e recuperare la fiducia e la credibilità”. È una nota emessa a seguito dell’incontro tra i due alla giornata della Bdi, la Confindustria tedesca, a riportarlo.
L’oggetto principale dell’incontro e della discussione è stata l’istituzione di un organo di vigilanza europeo per le banche indipendente e la programmazione del vertice europeo che dovrà tenersi ad ottobre.
Durante il dibattito, Mario Draghi ha spiegato come gli indicatori mostrino che “i mercati finanziari aspettano che l’inflazione resti bassa, in linea col nostro mandato”, ribadendo che l’euro è assolutamente irreversibile e che la moneta unica supporta il settore industriale dal quale dipende la Germania stessa, oltre che la crescita, la ricchezza e la stabilità dell’Europa intera.
Il Governatore centrale, inoltre, ha ricordato che il consiglio della Banca centrale europea ha indicato nel processo di riforme un requisito inevitabile al quale subordinare l’intervento della stessa istituzione europea, sottolineando che questo avrà come conseguenza il fatto che tutti i governi europei adotteranno le misure necessarie.

Con riferimento alla crescita, verso cui l’intera Eurozona deve orientarsi, Draghi ha precisato che “ci sono molteplici ragioni per essere positivi su dove stiamo andando in Europa. Ci aspettiamo che l’economia migliori l’anno prossimo. L’Eurozona sta facendo progressi e i mercati lo stanno riconoscendo. Il fatto che i miglioramenti siano così veloci è già un segnale importante”.
Più severa e pragmatica Angela Merkel, la quale ha ammesso che molto è stato fatto, ma ha anche ammonito sul fatto che serva ancora tempo e che ci siano ancora molti compiti da fare a casa. La Cancelliera tedesca ha poi affermato che “un’unione del debito riporterebbe l’Europa dove si trovava prima”.
Sulla possibilità di determinare una crescita rapida degli stipendi in Germania per velocizzare l’armonizzazione del costo del lavoro della zona euro, la Merkel ha precisato che questa sarebbe una soluzione a breve termine, ma sicuramente non adatta e fattibile per chi guarda alla crescita europea di lungo periodo. “Noi, come Germania, non possiamo fare compromessi in tal senso, anche se è fuori dubbio che non ci possiamo sganciare dallo sviluppo economico dell’Europa”, ha aggiunto la Merkel, ricordando che “le esportazioni tedesche sono destinate per il 40% all’Eurozona e per il 60% all’Unione europea”.
Infine, la Cancelliera ha ribadito che la crescita europea non deve essere teorica, né costruita sull’indebitamento: “In passato si pensava di crescere con i debiti e di pagare i debiti con la crescita e, purtroppo, nonostante non abbia mai funzionato, questa filosofia è di nuovo sostenuta nel nostro continente. L’Europa è un motore mondiale della crescita, ma è necessario porre le condizioni per costruirla. La crescita si consegue producendo beni competitivi, in grado di affermarsi sui mercati mondiali, e per far ciò occorre investire sull’innovazione”.

Giuseppe Ferrara
26 settembre 2012

 

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