Parlamento europeo, sì all’import da Pakistan, ma forti le proteste. Strasburgo condanna immobilismo Ue

Il Parlamento europeo ha approvato con 342 voti favorevoli, 97 contrari e 165 astenuti, il regolamento speciale che permetterà al Pakistan di esportare all’interno dell’Unione europea una quantità superiore di tessuti, abbigliamento, pellame, biancheria ed etanolo con dazi più bassi. Il regolamento sarà applicabile fino a fine 2013 e rappresenta un aiuto concreto all’economia pakistana, fortemente colpita dalle alluvioni.

Contestualmente al regolamento speciale, è stata approvata anche una clausola di salvaguardia il cui obiettivo è quello di proteggere l’industria manifatturiera europea e l’occupazione negli stessi settori interessati dal regolamento. È prevista, infatti, la ricostituzione delle precedenti barriere tariffarie nel caso in cui le importazioni dei prodotti in questione nell’Unione europea dovessero incrementare di una percentuale almeno pari al 25%.

L’approvazione ha scatenato la dura opposizione del vicepresidente della commissione Commercio Internazionale al Parlamento europeo, Cristiana Muscardini (Fli), e degli eurodeputati della Lega Nord Mara Bizzotto, Claudio Morganti e Matteo Salvini. La Muscardini ha spiegato che ”gli aiuti ai Paesi colpiti da calamità naturali non possono tradursi in una penalizzazione della già martoriata industria manifatturiera europea, specialmente di quella tessile”.

Mara Bizzotto, in aggiunta, ha precisato come si tenda sempre a tenere in considerazione maggiormente i Paesi extra-Ue, spesso collegati a forti interessi economico-commerciali, rispetto a quelli comunitari e alle imprese europee. “L’accordo approvato oggi è delittuoso – ha sbottato l’Eurodeputato della Lega Nord- e contribuirà certamente a dare il colpo di grazia all’industria tessile europea, specialmente a quella italiana e spagnola”.

Salvini, invece, ha aggiunto che ”è ormai chiaro a tutti che il disegno europeo è quello di favorire i poteri delle multinazionali che delocalizzano la produzione in Paesi a basso costo del lavoro, a danno dei nostri imprenditori e lavoratori”. Nel frattempo, lo stesso Parlamento europeo di Strasburgo ha approvato una risoluzione di condanna per il regime in Siria, criticando fortemente lo stallo venutosi a creare nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu, con invito a Russia e Cina ad assumersi le proprie responsabilità, e denunciando anche l’immobilismo dell’Unione europea nel dare attuazione tanto alle sanzioni quanto all’embargo sulle armi.

La risoluzione contiene la richiesta di dare il potere ad Assad e cita altresì gli incidenti che hanno riguardato le spedizioni marittime di armi nell’Unione europea, lamentando la morte di oltre 20mila persone e la necessità di assisterne altre tre milioni. Con riferimento a quest’ultima urgenza, inoltre, il testo approvato chiede alla Siria di ”continuare a garantire protezione ai rifugiati e agli sfollati” e all’Unione di tenersi pronta ”a far fronte ad un eventuale afflusso di profughi nei suoi Stati membri”.

 

Giuseppe Ferrara
13 settembre 2012

 

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