Ue, Salatto: serve cambio di marcia Italia. Monti: necessaria manutenzione, psicologia e politica

L’eurodeputato Potito Salatto, vicepresidente della delegazione Udc-Fli-Svp al Parlamento europeo, ha sottolineato l’esigenza di un deciso cambio di marcia dell’Italia a Strasburgo: “Bene Fini e Casini nel porre come primo obiettivo quello di un’azione italiana nel contesto europeo per effettuare un cambio di marcia a Strasburgo”.

Salatto ha affermato che è incombente la necessità che ogni Stato membro dell’Unione europea si renda conto di quanto sia importante realizzare gli Stati Uniti d’Europa e portare avanti identiche politiche fiscali, bancarie e di sviluppo economico, ponendo fine agli egoismi nazionalistici che hanno determinato la situazione in cui oggi ci troviamo.

“La sfida elettorale che ci attende sarà innanzitutto tra partiti europeisti e populismi anti-europeisti –  ha precisato l’Eurodeputato – credo sia giunto il momento di proporre alle delegazioni italiane socialiste e del PPE di fare fronte comune per un’iniziativa forte, che metta in condizione il Parlamento di Strasburgo, unica istituzione legittimata dal voto di 450 milioni di cittadini, di discutere del futuro europeo e dei suoi necessari cambiamenti, anche con la revisione degli attuali trattati”.

Il Vicepresidente della delegazione Udc-Fli-Svp ha poi concluso avvertendo che “Consiglio e Commissione dovranno necessariamente far tesoro della volontà espressa dai parlamentari, portatori
autentici delle istanze di quel popolo europeo che li ha eletti. Noi della delegazione Udc, Fli e Svp ci faremo promotori di questa esaltante iniziativa”.

Le parole dell’eurodeputato Salatto giungono a breve distanza dall’appello del premier Mario Monti, il quale ha precisato come sia importante che, anche nei confronti dei Paesi che appartengono da tempo all’Ue, l’Europa abbia le capacità di unire e non di dividere. “Ieri – ha aggiunto il Presidente del Consiglio – sia io che il presidente del Consiglio Ue, Van Rompuy, eravamo entrambi in Italia, precisamente a un convegno a Cernobbio, e io ho proposto l’idea, che Van Rompuy ha condiviso e gestirà, di un incontro tra i capi di Stato e di Governo dell’Ue, per discutere su come agire per evitare che rinascano all’interno dell’Unione risentimenti e tensioni a seguito, per esempio, della crisi dell’Eurozona”.

Il Professore, infine, ha posto l’accento sull’importanza di tenere sempre presente che “la convivenza pacifica, armoniosa e costruttiva non è mai acquisita per sempre e che quindi ci vuole una manutenzione psicologica e politica continua, che in questo momento in tutta Europa è veramente importante”.

Giuseppe Ferrara
10 settembre 2012

 

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