L’Europa in pressing sulla Grecia

L’Europa continua ad esercitare pressione su Atene, nel tentativo di imprimere una spinta determinante per l’avvento di un nuovo governo in grado di rispettare gli obblighi comunitari. Nella giornata odierna, la Commissione europea, i vertici tedeschi e la Banca centrale europea hanno inviato segnali chiari e precisi alla Grecia, ipotizzando gli effetti e le conseguenze di un’uscita dall’euro che sembra uno spauracchio sempre meno improbabile. Tutto questo in attesa di sapere cosa proporranno e decideranno i ministri delle Finanze dell’eurozona all’incontro previsto lunedì a Bruxelles.

Olli Rehn, vicepresidente dell’esecutivo comunitario responsabile per gli affari economici e monetari, in occasione di una conferenza tenutasi questa mattina a Tallin, in Estonia, ha precisato che l’Europa sta lavorando sodo per cercare di allontanare gli spettri di un’uscita greca dalla zona euro ed è sicura che Atene possa trovare delle soluzioni efficaci che le permettano di ottemperare agli impegni presi con l’Ue. Rehn ha inoltre chiarito che ora <<la palla passa a loro>> e che <<la Grecia soffrirebbe di un’uscita dall’euro molto più di quanto farebbe il resto dell’Europa>>.

Esattamente dello stesso avviso è Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, che, in un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung ha affermato: <<Se la Grecia non manterrà la parola data sarà una decisione democratica, ma il risultato non potrà che essere il venir meno delle basi necessarie per concedere gli aiuti>>.

Anche Patrick Honoham, membro del consiglio di amministrazione della Banca centrale europea, avalla quanto affermato da Rehn: <<Un’eventuale uscita dall’euro da parte della Grecia non sarebbe necessariamente un evento catastrofico. Rappresenterebbe un colpo alla fiducia, ma sarebbe comunque tecnicamente gestibile>>. Honoham ci tiene però a precisare: <<Tutta l’Europa sta comunque lavorando duramente per evitare che ciò avvenga>>.

Secondo un sondaggio pubblicato da un giornale locale, la maggioranza della popolazione greca sarebbe contraria all’abbandono della moneta unica europea: su un campione di circa mille greci intervistati, solo il 22% si è espresso a favore dell’uscita dall’euro.

Intanto, il presidente greco Karolos Papoulias ha convocato per la giornata di domani un incontro con i leader dei tre partiti che hanno ottenuto più voti alle elezioni. A prescindere dall’esito di questa riunione, i ministri delle Finanze avranno molto da discutere nell’incontro di lunedì a Bruxelles. Sul tavolo della discussione non mancherà anche l’altro grande problema che sta minacciando il futuro dell’eurozona: la situazione spagnola. Sarà necessaria la presentazione di proposte trasparenti e concrete per affrontare l’allarme banche e per riavviare un processo efficace di riduzione del debito pubblico.

 

Giuseppe Ferrara

13 maggio 2012

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