La Commissione dice no alla nazionalizzazione dell’Argentina

La Commissione europea ha risposto negativamente alla questione petrolifera riguardante la nazionalizzazione della Ypf, compagnia controllata per il 57,4% dalla società spagnola Repsol. “Dobbiamo proteggere gli investimenti all’estero dei nostri paesi membri”, questa la risposta della Commissione.

Un portavoce del presidente Barroso rende noto che ”al momento non c’è alcun contatto diretto tra il presidente della Commissione europea e le autorità argentine”. Tuttavia, lo stesso portavoce ha fatto sapere che “la Commissione, attraverso al delegazione Ue in Argentina, ha espresso le proprie preoccupazioni” per la situazione che si sta prospettando.

 

La compagnia petrolifera argentina Ypf venne privatizzata nei primi anni Novanta, e nel 1999 la Repsol acquisì il 25% del pacchetto azionario, che è salito nel tempo al 57,4%. Oggi, Cristina Kirchner, l’attuale presidente argentino, sta pensando di convertire la filiale Repsol in una società mista, in parte in mano pubblica e in parte in mano privata, cercando di racimolare sul mercato il 30% delle azioni Ypf. Ipotesi che ha creato non pochi contrasti tra Madrid e Buenos Aires. Infatti, il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Garcia Margallo, ha espresso all’ambasciatore argentino la sua preoccupazione per questa situazione poco gradita in terra iberica.

La Repsol, intanto, fa sapere che al momento ”non e’ stata ricevuta alcuna comunicazione da parte delle autorità argentine su una possibile partecipazione azionaria nella filiale Ypf'”.

Proprio su questo punto fa leva la Commissione europea, speranzosa che la situazione possa risolversi nel miglior modo possibile, senza creare ulteriori incidenti diplomatici. Un portavoce dell’istituzione comunitaria, infatti, sottolinea che “non è stata presa alcuna decisione definitiva da parte dell’Argentina”. Tuttavia, ipotizzando la situazione temuta, la Commissione esprime il suo auspicio per una soluzione della controversia che non alteri i rapporti economici tra Unione europea e Argentina”.

Giuseppe Ferrara

14 aprile 2012

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