Respingimenti in Libia: Ue condanna l’Italia

L’Italia è stata condannata dall’Unione Europea per aver respinto nel 2009 un barcone di migranti proveniente dalla Libia: ieri li diciassette giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo hanno condannato all’unanimità il nostro paese per aver violato la Convenzione europea.

Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) ha così ricostruito quanto avvenne il 6 maggio 2009, si tratta del caso noto con il nome di “Hirsi Jamaa e altri contro Italia”:
Un barcone con circa 200 persone a bordo si stava dirigendo a Lampedusa, quando a 35 miglia a sud dell’isola, in acque internazionali, le autorità italiane dopo aver intercettato il mezzo sul quale vi erano bambini e donne in stato di gravidanza, decidono di trasbordare i migranti su imbarcazioni italiane e riaccompagnarli a Tripoli contro la loro volontà, senza essere prima identificati, ascoltati né preventivamente informati sulla loro effettiva destinazione.
Secondo il Consiglio italiano per i rifugiati questa procedura ha fatto sì che i migranti non abbiano avuto alcuna possibilità di presentare richiesta di protezione internazionale in Italia.
Di queste 200 persone, 24 (11 somali e 13 eritrei) sono state rintracciate e assistite in Libia dal Cir e hanno incaricato gli avvocati Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci dell’Unione forense per la tutela dei diritti umani di presentare ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, e ieri come detto è arrivata la condanna. Ora l’Italia dovrà risarcire i migranti rimandati in Libia, dove hanno sono stati torturati e violentati nelle carceri del regime di Gheddafi.
Il premier Mario Monti ha spiegato che:  “questa sentenza sarà esaminata con la massima attenzione. Si riferisce a casi del passato, ma alla luce dell’analisi di questa pronuncia prenderemo decisioni per quanto riguarda il futuro. Osservo inoltre che in occasione della mia recente visita a Tripoli questi temi sono stati oggetto di particolare attenzione”.
A difendere l’operato dell’allora governo Berlusconi la Farnesina che ha dichiarato che quanto fatto in passato “il trattamento riservato a migranti e profughi messi in salvo è stato sempre conforme agli obblighi internazionali ed informato ai fondamentali principi di salvaguardia dei diritti umani”.
Dalla Lega arrivano le parole di Roberto Maroni (ex ministro interno) che afferma: “È una sentenza politica di una corte politicizzata. Rifarei esattamente quello che ho fatto: impedire ai barconi di clandestini di partire dalla Libia, salvare molte vite umane e garantire maggiore sicurezza ai cittadini”, dichiarazioni in linea con l’idea sempre portata avanti dalla Lega in questi anni, non a caso fu uno dei loro illustri membri a diffondere sulla rete il giochino “fori da i ball” nel quale l’uomo italico doveva respingere il migrante che tentava di entrare nel nostro paese: peccato che ora questo gioco costerà una salata multa che si pagherà con i soldi dei contribuenti e che quelle persone hanno dovuto subire torture terribili.
Forse fin troppo spesso ci dimentichiamo che fino a pochi decenni fa anche noi eravamo migranti e che la vita è una ruota dove solo grazie al rispetto verso l’altro si può garantire quel minimo di umanità che dovrebbe distinguere le nostre gesta da quelle degli altri animali.

Enrico Ferdinandi

24 febbraio 2012

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