“Verba volant”: la metamorfosi della lingua italiana dal passato al presente

“Verba volant”: la metamorfosi della lingua italiana dal passato al presente
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L’Italiano è una lingua neolatina, cioè derivata dal latino volgare parlato in Italia nell’antichità romana, profondamente mutata nel corso del tempo. Per effetto della globalizzazione iniziata nel secolo scorso, ma intensificatasi negli ultimi decenni, si è assistito all’introduzione di nuovi vocaboli, inglesismi principalmente, che vengono usati al passo con le mode e con i social network.

La nostra lingua è viva ed in continua evoluzione, si adatta e si trasforma in base ai tempi e alle esigenze degli utenti, ma per ogni parola che viene introdotta, ce n’è una più antica che rischia di essere dimenticata.

A preoccuparsene sono stati in molti, dalla Società Dante Alighieri a Sabrina D’Alessandro, artista e studiosa del linguaggio. La prima fu fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali con a capo Giosuè Carducci ed ha lo scopo di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria». La “Dante” è molto attiva sia a livello nazionale che internazionale e per il conseguimento delle sue finalità istituisce e sussidia scuole, biblioteche, corsi di lingua italiana, diffonde libri e pubblicazioni, promuove conferenze, manifestazioni artistiche e musicali, assegna premi e borse di studio.

Tra le attività recenti e di maggior successo si annovera “Adotta una parola”, la campagna di adozione di lemmi italiani che ha sensibilizzato il pubblico all’uso corretto delle parole al fine di arginare l’impoverimento del lessico contemporaneo. Attraverso Beatrice, social network della stessa società, si potranno custodire una o più parole per un anno intero impegnandosi al corretto uso e relativa diffusione, ricevendo infine un attestato che certifichi la paternità o la maternità del termine in pericolo.

Sabrina D’Alessandro, invece, è l’autrice de “Il libro delle parole altrimenti smarrite” che, come preannuncia il titolo stesso, è una raccolta attenta e scrupolosa di parole della lingua italiana quasi cadute nell’oblio, accompagnate da una spiegazione sintetica e da alcuni esempi chiarificatori. La passione della studiosa l’ha portata a proseguire l’attività di ricerca e di raccolta che si è concretizzata, nel 2009, nella fondazione di un vero e proprio ufficio, Ufficio Resurrezione Parole Smarrite (URPS). Qui è possibile imbattersi in “parole all’asta” a fini salvifici, in “parole al bancone”, in “censimenti peculiari”, nel “reparto neologismi”, negli “sbaglioni” etc…

A Sabrina D’Alessandro va il merito di aver coniugato arte e filosofia, riuscendo a trasformare le parole in opere d’arte che vengono oggi esposte in gallerie, centri culturali e librerie.

Di seguito 10 parole che rischiano l’estinzione:

Resipiscenza: consapevolezza del proprio errore, per lo più seguita da ravvedimento.

Misoneista: di persona assolutamente contraria ad ogni innovazione, cambiamento o novità.

Sciamannato: sciatto, disordinato, trasandato.

Giromètta: donna che atteggia grazia ostentata.

Stoltiloquio: discorso vano, insensato, proprio di uno stolto.

Oblomovìsmo: atteggiamento di chi ha una visione fatalistica dell’esistenza, per cui vive in modo passivo, indolente e apatico.

Sbaiaffa: grande abbuffata.

Buglione: mescolanza di più cose di diversa specie.

Terebrante: che penetra nel profondo.

Zazzerina: capigliatura infantile o femminile molto corta e volutamente scompigliata.

Scoprire parole significa riscoprire la propria appartenenza attraverso termini dimenticati ma dal valore sempre attuale, affascinanti e di grande potenza espressiva. La ricchezza della lingua italiana è parte della nostra storia, è la nostra eredità più preziosa.

 

Diana D’Ambra

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