Ministro Cancellieri: “Perugia ha bisogno di una risposta importante in tema di sicurezza”

Tutte le istituzioni presenti all’assemblea dell’Anci per fare il punto sulla prevenzione del crimine

Alla luce dei gravissimi fatti di cronaca che hanno recentemente interessato il centro storico del capoluogo umbro, i sindaci delle città insieme al ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri hanno partecipato, oggi, all’assemblea pubblica dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) con l’obiettivo di proporre soluzioni concrete al tema della prevenzione e della repressione del crimine.

All’incontro, che si è svolto alla Sala dei Notari e al quale hanno partecipato Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, Marco Vinicio Guasticchi, presidente della Provincia di Perugia, Wladimiro Boccali e Leopoldo Di Girolamo, rispettivamente sindaco di Perugia e di Terni, le istituzioni hanno cercato di fare il punto in merito allo stato della sicurezza urbana in Umbria che, nell’ultimo periodo, è stata messa duramente alla prova da una pericolosa serie di episodi criminali: dalle rapine in villa all’omicidio di Luca Rosi, dall’incremento dello spaccio di droga fino alle faide tra bande clandestine per il controllo del mercato degli stupefacenti culminate con gli scontri tra albanesi e magrebini per le vie di corso Vannucci lo scorso 8 maggio.
“Sono accaduti fatti intollerabili nelle nostre terre”, ha dichiarato in apertura Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia. I Comuni fanno tutto il possibile per assicurare la tutela dei propri cittadini ma garantire l’illuminazione e la videosorveglianza delle aree sensibili non basta. Occorrono “strumenti adeguati” e maggiori poteri a disposizione dei sindaci oltre ad una riforma del corpo delle polizie locali. “Il Comune – ha aggiunto Boccali – è disponibile, se occorre, a reperire e rendere funzionali sedi adeguate per permettere una maggiore presenza stabile in città di polizia e carabinieri”.
A sostegno delle parole del sindaco di Perugia è arrivato anche l’intervento della presidente Marini che ha rimarcato l’importanza di non sottovalutare le conseguenze negative in termini di coesione sociale e di rendimento economico che un clima di insicurezza e di abbandono potrebbe produrre, di fatto, sulla collettività. In una regione che è stata fra le prime in Italia ad emanare una legge sulla sicurezza urbana e in cui il numero degli immigrati regolare ammonta a circa il 10 per cento della popolazione totale, “l’integrazione degli strumenti e soprattutto l’integrazione degli attori, e dunque dei livelli istituzionali – ha dichiarato la Marini – non è uno slogan fine a se stesso, ma è la chiave delle politiche di sicurezza”. “Per questo e per scongiurare l’aggravarsi di questo preoccupante quadro – ha poi concluso la presidente della Regione – occorrono non solo strumenti adeguati, come il Patto per Perugia sicura, e non basta la pur meritoria azione della magistratura e di tutte le forze dell’ordine, ma serve una azione sinergica, di leale collaborazione, tra lo Stato, le istituzioni locali e tutti i soggetti deputati a garantire la sicurezza pubblica affinché ogni cittadino a Perugia, come in tutta l’Umbria, si senta e sia sicuro”.
Di maggiore impegno c’è bisogno anche secondo il titolare del Viminale Anna Maria Cancellieri. Perugia, ha detto il ministro, “ha bisogno di una risposta importante, di fare quadrato”, ed è per questo motivo che la città ha da poco ricevuto il supporto di reparti speciali di prevenzione del crimine. “La sicurezza – ha ricordato la Cancellieri – è la prima cosa che i cittadini chiedono, al di là di numeri e delle statistiche” ed è, quindi, “importante trasmettere al cittadino la percezione di essere contornato da sicurezza”. Il ministro ha colto l’occasione per sottolineare gli sforzi dell’Esecutivo e del Parlamento in riferimento alla Carta delle autonomie locali e alla riforma delle polizie municipali: «Credo – ha commentato – che mettendo insieme le energie riusciremo a portarla a termine».

Marco Menchinella

4 giugno 2012

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