Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: il ricordo a Spoleto, 20 anni dopo le stragi

In occasione del 20° anniversario delle stragi di Capaci e di via d’Amelio, si è svolto nella  mattina di lunedì 21 maggio, presso la “Scuola Allievi e Agenti della Polizia di Stato Rolando Lanari”, il Memorial Day, organizzato dal Sindacato Autonomo della Polizia di Stato per ricordare le figure dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

La commemorazione si è fortemente legata, come ovvio, ai fatti che hanno sconvolto la nazione nell’ultimo fine settimana e il ricordo di Melissa Bassi e delle vittime del terremoto in Emilia ha trovato grande spazio nelle parole del vice sindaco Stefano Lisci.

 

“Quelle che stiamo vivendo dovevano essere le giornate della memoria e della vittoria dello Stato democratico sulla illegalità e il malaffare – ha esordito Lisci – invece la tragedia della scuola di Brindisi “Morvillo Falcone” e il terremoto dell’Emilia ci hanno disorientati perché hanno aggiunto, a quello della mafia, altri due temi dai quali purtroppo l’Italia non riesce a liberarsi: il terrorismo che riprende vigore e la conferma della fragilità strutturale del nostro Paese sottoposto permanentemente a catastrofi per terremoti o dissesti idrogeologici”.

“In questo quadro – ha aggiunto Lisci – assume ancor più rilievo questo Memorial Day che il Sindacato Autonomo della Polizia di Stato ha organizzato per ricordare Falcone e Borsellino, sia perché promosso dai rappresentanti di quelle forze dell’ordine che da sempre sono in prima linea contro tutte le mafie e il terrorismo, sia perché da queste giornate possiamo e dobbiamo trovare, tutti insieme, cittadini, istituzioni e operatori di giustizia e legalità, la forza per superare questa difficile fase storica”.

“Sono tantissime le iniziative che si stanno svolgendo, dalla sedicesima edizione della Carovana antimafie, che oggi arriva a Brindisi con Don Ciotti, a quelle organizzate dalle istituzioni o da libere organizzazioni di cittadini, ma la vostra iniziativa ha un significato simbolico molto forte perché è nata dalla volontà di non dimenticare, di non arrendersi mai, ed è stata voluta da chi combatte in prima linea, spesso rischiando la propria vita per la libertà, la sicurezza e la democrazia”.

“Credo che, oggi più che mai, dall’esempio di Falcone e Borsellino e dall’esempio del vostro agire quotidiano per la difesa delle istituzioni democratiche e della legalità, dobbiamo trarre la forza per fare ogni giorno la nostra parte e contribuire a traghettare il paese fuori dal guado. Dobbiamo farlo – ha concluso Lisci – soprattutto per il futuro delle generazioni che verranno e per il futuro dei nostri giovani, assicurando loro le prospettive di cui hanno bisogno, quelle purtroppo che a Melissa sono state negate per sempre da un atto inqualificabile”.

Luca Bolli

22 maggio 2012

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