Perugia: dopo il Far West, la citta’ si ribella

Il giorno dopo l’allucinante serata passata dai cittadini di Perugia, è il giorno dell’indignazione, delle proteste e degli insulti, non proprio pacati, all’indirizzo del sindaco, Wladimiro Boccali, e dell’amministrazione comunale del capoluogo. Anche l’opposizione non è esente dai richiami ad una maggiore attività in favore della sicurezza. Perchè il punto cardine della giornata pare proprio essere questo: richiesta di sicurezza per una città che vorrebbe candidarsi a “Città della Cultura 2019” e non sa nemmeno tenere a bada bande di spacciatori che, fino a qualche hanno fa erano si presenti, ma non avevano tanto potere intimidatorio sugli abitanti. Ora tutti gli utenti del centro, studenti, perugini “doc”, commercianti, sono uniti nel chiedere la mano pesante verso chi ha violentato una città tanto bella e tanto amata.

Sulle pagine Facebook del sindaco, sia quella pubblica che quella privata, impazzano domande del tipo “che stai facendo?”, ma le accuse dirette sono sicuramente più numerose. C’è chi accusa “Avete fatto morire questa città lentamente e per anni ho vissuto sulla mia pelle il declino.
E’ una città che rispecchia la situazione del paese..e cioè un paese allo sbando più totale, governato da persone che si preoccupano solo dei soldi da prendere e gestito dalla delinquenza più totale e dalle varie mafie!” o chi con sarcasmo suggerisce vie alternative “CARO SINDACO WLADIMIRO….L ‘ UNICO MODO CHE HAI PER SPAZZARE VIA QUALCOSA E’ FARTI ASSUMERE DALLA GESENU !!!!”
“Vorrei sapere se non Le sembra ora di prendere anche una minima iniziativa!!! O per lo meno ci spieghi perchè Lei continua a restare immobile di fronte allo scempio che stanno facendo della nostra città. Ho una bimba piccola e anche solo il pensiero di doverla far vivere in questo schifo di città mi fa rabbrividire! CI DIA QUALCHE RISPOSTA SINDACO!! Altrimenti se ne vada e lasci il posto a chi può aiutarci a ritrovare la nostra Perugia!!!!”: sono le parole di una giovane mamma evidentemente preoccupata.  I commenti, politicamente trasversali, sono tutti indirizzati al problema spaccio e delinquenza e alla presunta immobilità dell’amministrazione locale: “IO CARO BOCCALI NON CI STO. PASSO IN CENTRO UNA SERATA ALL’ANNO, IO NON CI STO A RISCHIARE LA PELLE, A TROVARMI A SCAPPARE CORRENDO COME UN FORSENNATO PERCHE’ NEL CENTRO CHE VOI ED ALTRI AVETE BLINDATO SI SPARA! E’ ORA CHE VI FACCIATE DA PARTE”.
Vivere il centro è diventato pericoloso e questa è una cosa inaccettabile per una città culturalmente valida come Perugia, patrimonio dei perugini e dell’Italia intera. Anche su Twitter ovviamente impazzano hashtag come #perugia, #boccali o simili e tutti con lo stesso commento di fondo: BASTA!
Su Facebook si sta organizzando una manifestazione per sabato 12 maggio alle ore 16: “Tutti i perugini, anche studenti e lavoratori non di Perugia,  in centro! Niente bandiere politiche, né destra, né sinistra, portiamo un grifo che è il simbolo di Perugia”. Basterà a portare un po’ di tranquillità alla città? Probabilmente no, ma l’obiettivo è quello di proporre una soluzione per una città invivibile sotto molti punti di vista. Almeno nelle intenzioni…il rischio è che si scada in becera demagogia o, peggio ancora, in stupide vendette personali “ultras” e politiche. Le ronde lasciamole ai tempi passati…

Luca Bolli

9 maggio 2012

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