Perugia: ijf12, Mentana e Vespa due anchorman a confronto

Si è svolto oggi, nell’ambito della seconda giornata del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, l’incontro tra due dei giornalisti televisivi più’ conosciuti in Italia, Bruno Vespa ed Enrico Mentana. Ci si aspettava uno scontro all’ultimo sangue sulla falsa riga dei memorabili battibecchi targati Telese-Cruciani dell’edizione scorsa, invece ci si è trovati di fronte due personaggi che alla fine si sono accontentati di chiudere l’incontro in pareggio senza colpo ferire. Dribblando più di una domanda scomoda della moderatrice Simona Ercolani, per la prima mezzora si è assistito al festival dell’elogio del curriculum altrui, pezzi di carta sicuramente molto lunghi ma poco interessanti per i molti non addetti ai lavori arrivati al Teatro Pavone per assistere al dibattito.

I due, entrambi direttori di Tg ai tempi di Tangentopoli, Vespa al Tg1 e Mentana al neonato Tg5, sono stati chiamati oggi all’arduo compito di descrivere le trasformazioni che sono avvenute nel giornalismo televisivo a partire dalla seconda repubblica fino ad arrivare all’era monti.

Con Tangentopoli, e la relativa crisi dei partiti, ormai resi mortali dalle indagini del pool di Mani Pulite, è venuto a mancare quel peso politico che comprimeva il giornalismo italiano ormai da anni. L’inizio delle indagini fece quindi la fortuna del nuovo Tg del biscione che si ritrovo’ con una mole impressionante di notizie da poter dare senza alcun tipo di freno impostogli dal proprio editore. La Rai di Vespa si fece invece più’ di qualche scrupolo nel diramare i nomi degli indagati proprio a causa della pesante presenza dei partiti nella rete. Secondo l’ex direttore del Tg1, DC, PSI, e PCI controllando rispettivamente Rai1, Rai2 e Rai3 influenzarono allora come oggi l’operato dei relativi Tg.

Se le opinioni dei due giornalisti sui fatti storici che colorarono il giornalismo negli anni di mani pulite coincidono, i due protagonisti del dibattito di oggi difficilmente potevano trovarsi d’accordo sull’attuale ruolo interpretato dai partiti all’interno della Rai.

Se per Vespa, “I partiti sono quelli che sono, ma almeno li si conosce”, Mentana auspicherebbe dei tecnici ai piani alti di viale Mazzini. “Vedrei bene un Nanni Moretti direttore di Rai Cinema o un ragioniere come responsabile economico. Indipendentemente da chi governi, una notizia sempre una notizia è, allora perché i partiti dovrebbero contare così tanto nel servizio pubblico?, cosa potrebbero mai portare di positivo?”

Crisi economica, sfiducia nella politica e la nascita di movimenti che si proclamano partiti dell’anti politica – ieri era la Lega, oggi i Grillini -, si rivelano similitudini tra gli anni di Tangentopoli e il 2012 che portano Vespa e Mentana ad auspicare una nuova resurrezione del giornalismo, accecato dagli specchietti per allodole lanciati sul campo di battaglia dal berlusconismo degli ultimi decenni, perchè di fronte alla crisi della politica il giornalismo, se sano, può solo che acquistare  autorevolezza.

Morris Bisanti

26 aprile 2012

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