Pallavolo. Perugia (ancora) contro il muro Castellana. San Giustino con la forza della disperazione

Castellana Grotte vince la Coppa Italia di A2 e si conferma bestia nera per Perugia, vincendo il terzo incontro su tre della stagione, sempre con il medesimo punteggio di 3-2. Gli scontri dicono sostanzialmente che le due formazioni più forti della serie cadetta si equivalgono, anche se i pugliesi sembrano avere qualche dote in più, se non altro sotto l’aspetto dell’esperienza e della resistenza: tuttavia Perugia ha ancora la “carta campionato” da giocare per ribadire la sua superiorità nell’arco dell’intera stagione.

Dunque Castellana Grotte batte in finale Segrate, che cede anche abbastanza nettamente dopo aver vinto il primo set e scatena il tifo di casa nel palazzetto in “terra amica” di Andria. Sabato sera tuttavia, i ragazzi di Di Pinto hanno vinto la sfida più dura dopo essere andati di nuovo sotto contro un Perugia tutt’altro che arrendevole e distratto dal primo posto in campionato. Le statistiche parlano di una partita tutto sommato equilibrata, come tutti gli scontri avvenuti fin qui tra le due formazioni, e riportano parziali veramente altalenanti. Perugia parte bene e tiene subito botta contro una formazione decisa e coesa in tutti i suoi ruoli; rimonta e piazza il break a cavallo del secondo timeout tecnico che chiude in vantaggio di 2 lunghezze. I pugliesi di Di Pinto non riescono a chiudere il gap, penalizzati anche da una ricezione non eccelsa e un muro che non va. Chiuso il set 22-25 l’inerzia della partita sembra confermare l’andamento del primo parziale, ma stavolta è Castellana che accelera in vista del secondo timeout tecnico e infila i punti che risulteranno poi decisivi: il ruolino di marcia di Perugia sembra essere buono ma un misero 28% di realizzazione in attacco condanna gli umbri al -5 nel finale di set. Da qui la partita prende una strana piega e diventa molto nervosa: Castellana chiude il terzo set con un impressionante +13, frutto soprattutto di una difesa e ricezione devastante (100% positiva e 90% perfetta!) aiutata anche da un Perugia, che non brilla in battuta, e ancora poco incisiva in attacco. I muri e gli aces di Castellana chiudono la pratica per il 2-1. I Block Devils tuttavia non sono mai domi e portano a casa il quarto set rispondendo per le rime agli avversari: i 9 punti di distacco finali sono frutto di una ritrovata difesa, che “stampa” 5 muri nel campo avversario, ma anche di un calo di precisione da parte di Milushev e compagni che realizzano i 10 errori decisivi per il break ospite. Il quinto e decisivo set è in totale equilibrio almeno fino alla doppia cifra ma alla fine Perugia rimane “piantata” a quota 11 concedendo la finale ai padroni di casa. Ancora una volta Castellana usa al meglio tutti i suoi attacchi (11 vincenti su 15 complessivi) mentre Perugia si incarta un po’ mettendo a terra appena 9 palle su 18 e offrendo anche ai pugliesi il vantaggio di 4 errori decisivi. Sul fronte individuale la coppia Milushev-Rodriguez è devastante con 52 punti in due (il 66% dei punti di Castellana!) mentre per Perugia i 12 punti di Petric e i 26 di Tamburo non bastano: da sottolineare la buona prestazione di Belcecchi, entrato nel terzo set e titolare negli ultimi due.
Tornando al campionato, con Castello ferma per la Coppa, è la sola San Giustino che scende in campo contro il blasone di Casa Modena e centra una vittoria di quelle che, oltre al morale, fanno classifica e potrebbe cambiare il corso della stagione, se non altro sotto il profilo della consapevolezza. Padova resta in scia, sbarazzandosi dell’ormai spacciata Ravenna, ma il 3-1 ai gialli di Bagnoli vale più dei pur importanti 3 punti! Anche in questo caso la partita è equilibrata con l’Energy Resource che la spunta di 5 nel primo parziale per poi cedere di 7 nel successivo. Sostanziale equilibrio nei fondamentali con le difese che fanno la differenza nel momento decisivo: a cavallo dei 20 punti vengono piazzati i break decisivi per entrambe le formazioni. I restanti 2 set sono un susseguirsi di emozioni, con le squadre che rispondono colpo su colpo agli allunghi avversari per un totale di ben 120 punti messi a segno in un’ora e dieci circa. Alla fine a spuntarla è la formazione di casa guidata da Henk Jan Held (28-26, 34-32) che mette a referto ben cinque giocatori in doppia cifra, segno di una rotazione vincente e una compattezza di squadra che potrà essere molto importante in futuro, in chiave salvezza. Alla fine lo stesso Held dichiarerà che “quella che si vede non è la classifica che ci meritiamo, sia per impegno profuso, che per individualità”. Ora la sfida per il futuro sarà quella di racimolare qualche punto nelle prossime, impegnative, partite contro formazioni tutt’altro che fiacche, così da arrivare carichi e decisi al 25 marzo, alla sfida decisiva con Padova al Palakemon, dove si potrebbe decidere un’intera stagione. Con questa forza di volontà le parole di Held suonano tutt’altro che utopiche.

Luca Bolli

6 marzo 2012

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