Pallavolo. Perugia, Castello e San Giustino: dalle stelle, alle stalle

Risultati opposti per le formazioni umbre di A2 e A1 nell’ultima giornata di campionato disputata. Se la serie cadetta vede rinascere la Gherardi e volare sempre più alto Perugia, nella massima serie l’Umbria Volley si fa piccola piccola e lascia ripartire Trento con tre bei punti facili facili: dopotutto se l’Itas Diatec di coach Stoytchev è prima in classifica, con +8 su Macerata, ci sarà un valido motivo. Il secco 0-3 finale dice che Trento porta a casa 3 punti d’oro (considerando lo stop di Macerata, seconda) mentre i parziali dicono di più: San Giustino resiste e conduce la gara solamente fino al primo timeout tecnico (8-7) per poi lasciare via libera agli ospiti che condurranno, sempre, da lì alla fine del match. Nel primo set, dopo il sorpasso di Trento sul 9-8, gli altotiberini cercano di restare aggrappati alla gara, riuscendoci, tra alti e bassi, fino a toccare quota 21.

Poi la potenza di Juantorena e compagni piega la resistenza di San Giustino chiudendo il set. Il secondo parziale non ha storia: parte forte Trento (0-4), recuperano gli umbri ma cedono nuovamente fino al -8 al secondo time-out tecnico. Arnaut e Patak – comunque i migliori di squadra – non possono nulla contro i primi della classe, che chiudono il set addirittura sul +12. Il terzo set vola via sulla falsa riga del secondo, con una breve opposizione di San Giustino in avvio di parziale, ma gli ospiti martellano le linee umbre fino al definitivo 17-25 che chiude i conti della 7° giornata di A1. L’esordio di Henk Jan Held, subentrato in settimana a Fefè De Giorgi sulla panchina di San Giustino è amaro ma, tutto sommato, non fa male: “Trento è una squadra veramente molto forte. Avremmo potuto fare di più, ma non ci hanno dato modo di stare in partita” ha dichiarato l’olandese.
Dalla A2 risorge invece Città di Castello: dopo due brutti KO per 3-1 la Gherardi regola Segrate con un netto 3-0 che le consente di affiancare proprio i lombardi al quarto posto in classifica, a -1 da Molfetta.
Castello parte subito bene nella trasferta decisiva e porta a casa il set, relegando Segrate ad un misero 17, frutto anche dei 12 errori totali degli umbri. Dalla sua parte la Gherardi ha i 10 errori avversari ed una grande prestazione di squadra: alla fine del match i punti saranno 8 per Lehtonen, 6 per Noda e Piano, 12 per Rosalba e 17 per Giombini. Nel secondo set l’equilibrio è maggiore, ma a metà gioco Castello allunga portandosi a +5 (11-16) e conducendo in porto il set nonostante la resistenza di Segrate che, tuttavia, non va oltre i 21 punti. Nel set decisivo i lombardi tornano a sbagliare (9 errori totali) mentre Città di Castello rimane più concentrata e regolare. In 30 minuti combattuti e incerti le formazioni si superano a vicenda nei parziali (5-8, 16-15, 19-21) e restano aggrappate l’una all’altra fino ai vantaggi vinti dagli ospiti a 26 punti. Per gli uomini di Radici si tratta di una boccata d’ossigeno formidabile, dopo che le certezze erano iniziate a vacillare: Molfetta è li vicino, Milano è un po’ più distante.
Passiamo a Perugia: cambia il palasport (si gioca al PalaPellini per indisponibilità del PalaEvangelisti) non cambia il risultato. 3-0 secco a Milano e vetta della classifica confermata con Castellana Grotte che non cede, ma che sarà attesa dal derby pugliese d’alta quota della prossima giornata. Perugia fa il suo dovere dunque e non perde colpi. La cronaca della partita è di quelle già sentite tante volte in stagione. Milano (che finora aveva perso solo una volta così nettamente) non ha nessun giocatore in doppia cifra, con il solo Vedovotto ad andarci vicino; regala 13 punti, frutto di altrettanti errori, nel secondo set, e nel complesso prende una lezione esemplare dai Block Devils di Kovac. Perugia, dal canto suo, sforna una prestazione ormai consueta lasciando gli ospiti a 16 punti nel primo set e due volte a 19. I parziali dicono che gli umbri sono decisi e incisivi, partono sempre forte e chiudono la partita già a metà di ogni set con vantaggi difficili da colmare (16-12 e due volte 16-11 ai timeout tecnici). I pezzi forte della Sir Safety sono i soliti: Petric e Tamburo (quest’ultimo sempre costante e prolifico), coadiuvati molto bene dagli ottimi Tomassetti e Corsini (7 e 6 punti rispettivamente). Ora il calendario vede Perugia impegnata ancora in casa (al PalaEvangelisti stavolta) contro Santa Croce e poi in trasferta in Puglia contro il “mastino” Castellana Grotte. Potrebbero essere due settimane decisive.

Luca Bolli

6 febbraio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook