Blitz anti-evasione: Perugia come Cortina

No, non stiamo parlando del freddo e neppure di neve. Nemmeno del turismo: magari fosse così. “Evasione”: questa è la parola chiave del 2012 e, per contro, “lotta all’evasione” è la frase dell’anno. Ancora un blitz della guardia di finanza e stavolta ad essere interessato è stato il capoluogo umbro e parte del territorio provinciale. Risultato (scontato): il 30% delle attività controllate non rilasciava scontrino fiscale per i servizi più disparati, dal caffè mattutino, al tatuaggio, alla messa in piega dal parrucchiere.

La Guardia di Finanza ha evidenziato come il malcostume nazionale sia ben radicato anche nella nostra provincia ed ha disposto sanzioni pecuniarie a 18 attività sulle 60 controllate, il tutto nel solco della nuova lotta all’evasione promossa – e promessa – da Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate. E c’è da scommettere che, da domani, l’emissione di scontrini e fatture risulterà incrementata di un buon 50%…come avvenuto in altre occasioni (Cortina e Milano docent). Ma quanto durerà questo slancio di “onestà fiscale”?
Per molti dei locali multati dalla Guardia di Finanza si tratta della terza violazione, il che significa che un’ulteriore infrazione comporterà la sospensione dell’attività da un minimo di tre giorni ad un massimo di un mese, come previsto dal decreto inserito nella Finanziaria del 2007.
Passata la “bufera-Befera” (scusate la triste definizione!) siamo disposti a scommettere che tutto l’insano meccanismo italiano dell’evasione tornerà a girare, oliato alla perfezione, come prima. A questo punto ci permettiamo ancora una volta di lanciare una provocazione: tempo fa in TV, durante un’intervista, un esponente della Guardia di Finanza lanciò la proposta del “finanziere di quartiere”, sulla falsa riga di quanto accade da tempo per i carabinieri a sorveglianza dell’ordine pubblico. A dire il vero l’indicazione nasceva più come inciso all’interno di un discorso ben più articolato e non è mai stato approfondito: perché, dunque, deve essere tabù pensare in questo senso il lavoro di controllo sui conti dello Stato? L’idea appare, se non proprio azzeccata, quanto meno condivisibile e da valutare anche sotto altre forme.
Siamo certi, altresì, che la moda dei controlli a tappeto e a sorpresa della GdF passerà: la voglia di far soldi dei sedicenti imprenditori italiani resterà e magari aumenterà, spinta dall’avidità nata dai mancati guadagni di gennaio e febbraio di questo anno nato sotto il segno dei blitz anti-evasione.

Luca Bolli

31 gennaio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook