Evacuata la sede di Equitalia per un falso allarme bomba

Nella giornata di ieri gli impiegati della sede di Equitalia ( Agenzia pubblica per la riscossione dei tributi finita nel mirino degli attentati dopo il varo della manovra economica messa in atto dall’attuale presidente del consiglio dei ministri Mario Monti) di Perugia in via sette valli hanno abbandonato l’edificio per un allarme bomba lanciato da una telefonata anonima intorno alle 11:30 circa. Immediatamente presidiata la zona da parte degli agenti della Digos, dai poliziotti e dagli artificieri dell’Arma chiamati in causa. Dopo aver messo a verbale la telefonata ricevuta da un impiegata hanno svolto una serie di accertamenti perquisendo in primis l’intero locale.

Le ricerche non hanno prodotto nulla. Non c’è nessuna bomba. Sono ancora in atto le ricerche volte all’identificazione dell’autore della chiamata che ha generato grande panico nelle fila dell’edificio di via sette valli. Se effettivamente identificato l’uomo (così descritto dall’impiegata con la quale ha parlato) potrebbe incorrere in una denuncia per il reato di procurato allarme da parte della procura Italiana. Nonostante la chiamata e l’annuncio della presenza di un presunto ordigno le forze dell’ordine hanno agito senza farsi prendere dal panico e lasciando che gli edifici adiacenti  a quello dell’Equitalia continuassero a svolgere le loro funzioni tranquillamente. Nell’edificio lavorano circa 60 dipendenti che sono stati evacuati insieme agli utenti che in quel momento si trovavano all’interno dell’edificio. Questo episodio nei confronti dell’agenzia per la riscossione dei tributi in Italia non è certamente il primo; pacchi bomba, buste sospette, ordigni, minacce e petardi sono già state inviate precedentemente in varie agenzie del territorio nazionale. Persino un personaggio di dominio pubblico come Beppe Grillo si è espresso al riguardo spiegando che se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le reali motivazioni. Curioso poi il fatto che alcuni dipendenti si lasciano andare a sfoghi con i quali sottolineano il fatto che “queste persone fanno bene a fare quello che fanno”. Avrebbero ammesso che sono spettatori di qualcosa che li preoccupa e di essere diventati  un obiettivo sensibile in questo momento. La situazione rimane tesa per gli impiegati dell’Equitalia di tutto il paese che respira un momento difficilissimo.          

di Manuel Giannantonio

5 gennaio 2012

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