Perugia tra antiproibizionismo e diritti umani

PERUGIA- Sabato 10 dicembre 2011, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, anche i membri del “Comitato Verità per Aldo Bianzino” sono scesi in piazza per protestare contro il proibizionismo, da loro considerato come una vera e propria violazione dei diritti dell’uomo.

Mediante una performance  allegra e colorata, ma anche ricca di rivendicazioni e rabbia, il gruppo di cui si parla ha espresso la propria opinione e ha attirato l’attenzione di un pubblico sicuramente non copioso ma senz’altro incuriosito dai colori e dall’atmosfera della manifestazione.

 Il “Comitato Verità per Aldo Bianzino” ha rivendicato la piazza con l’appoggio del coordinamento “Fino alla fine del mondo proibizionista: verso Vienna 2012” per affermare che l’attuale sistema di lotta allo spaccio e al consumo della droga è sbagliato, dannoso, iniquo e soprattutto irrispettoso  dell’art.1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, il quale afferma che: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

Da qui una dura critica alla città di Perugia che vede nel proibizionismo l’unica risposta al consumo e allo spaccio della droga. Secondo i manifestanti la mera preoccupazione delle forze dell’ordine locali è quella di porre fine all’uso delle cosiddette droghe leggere (come marijuana, cannabis, hashish), mentre passerebbe in secondo piano lo spaccio delle “droghe pesanti” come l’eroina. Si ribadisce così la convinzione della necessità di liberalizzare le droghe leggere e depennare le limitazioni della legge Fini-Giovanardi. Così una decina di giovani antiproibizionisti, chiassosi e arrabbiati, rivendicava il diritto di poter decidere sui loro consumi e la necessità di porre fine a quella che loro considerano una persecuzione perbenista.

di Rosalba Belmonte

11 dicembre 2011

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