Goracci: in Umbria, un PD più deciso sul gasdotto

di Luca Bolli

Ieri, 5 dicembre, a Bazzano, in provincia dell’Aquila, si è riparlato del Gasdotto Brindisi-Minerbio, annosa discussione che vede impegnate moltissime associazioni e amministrazioni, attivatesi in blocco contro la società Snam, eppure questa unanimità non sembra trovare riscontro nella politica del centro-sinistra umbro, almeno stando alle parole del Vicepresidente del Consiglio Regionale, Orfeo Goracci.
L’incontro in questione è stato promosso e coordinato dalle Donne Democratiche de l’Aquila ed aveva per titolo “Gasdotto Rete Adriatica: perché sulla dorsale appenninica?”

Partecipanti ai lavori erano, ovviamente, molti rappresentanti del Partito Democratico, impegnati a tutti i livelli istituzionali: l’Onorevole Lolli, l’Assessore Moroni, il Vice Presidente del Consiglio Regionale Abruzzo d’Amico, il Presidente della Comunità Montana Peligna Carrara. Alla discussione non sono mancati evidentemente i rappresentanti del Comitato No Tubo ed il Comitato Cittadini per l’ambiente mentre la coordinatrice dei lavori è stata Gilda Panella, delle Donne Democratiche de l’Aquila.
L’importante iniziativa ha visto, come evidente, il Partito Democratico abruzzese in prima linea nel cercare risposte all’interrogativo su cui, da anni, si pretende chiarezza: anche in Umbria la questione è stata posta con forza ad ogni livello, politico, istituzionale e sociale ma, purtroppo, nella nostra regione registriamo un atteggiamento diverso da parte di autorevoli rappresentanti del centro sinistra e del governo regionale.
“Mi chiedo” ha dichiarato Goracci nel comunicato stampa “come sia possibile che in Abruzzo il Partito Democratico abbia la forza per pretendere  un serio approfondimento sulla scelta del tracciato, mentre qui da noi non si riesce a stimolare lo stesso partito a manifestare una minima volontà di aprire un confronto ed un percorso di verifica sull’impatto che il progetto può produrre sull’ambiente e sull’economia delle comunità e dei territori appenninici interessati. Invitiamo ancora una volta e con forza la politica regionale umbra, ad iniziare dal Partito Democratico, a non eludere la domanda del perché il gasdotto debba passare proprio lungo il tracciato che appare agli occhi dei più il meno opportuno ed appropriato”.

6 dicembre 2011

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