Asylon: il vino “buono” nasce dall’interazione

L’associazione Libera, l’UNHCR, Carits Umbria e Istituto Agrario Ciuffelli hanno proposto a Roma  un nuovo modo di concepire e aiutare la democrazia e la giustizia
Un progetto buono, ottimo: è soprattutto questo Asylon, il nuovo vino presentato nella libreria Fandango, nel centro della capitale. Buono, perché è un prodotto proveniente da una regione vocata ai vigneti più pregiati. Ottimo, perché la sua valenza non sta tanto nella vendita fine a se stessa, ma nell’uso che verrà fatto del ricavato, volto al sostentamento di progetti di formazione e professionalizzazione dei rifugiati politici ospitati a Todi.

Questo l’obiettivo scaturito dalla passione enologica del territorio tuderte, cuore dell’Umbria vitivinicola col suo Grechetto Doc, protagonista di questo nuovo vino, e la passione umanitaria di Don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera: all’innovativo progetto hanno collaborato anche l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati politici e la Caritas Umbria, mentre il cuore del progetto batterà all’Istituto Agrario di Todi.
Un “vino sociale” dunque, come lo ha ribattezzato Laura Boldrini, portavoce dell’UNHCR, “che serve ad integrare nel territorio individui che possono diventare una risorsa utile per il territorio stesso in cui vivono. Non è un caso – ha precisato – che si parta dall’agricoltura per un progetto del genere, perché troppo spesso, proprio in questo settore, vengono utilizzati gli immigrati e i rifugiati, purtroppo non come si dovrebbe, poiché vengono sfruttati e non valorizzati”.
“E’ bello questo noi che è stato messo in piedi e che ha messo assieme tante forze. Questo è un progetto di democrazia che si fonda sulla dignità umana e sulla giustizia. Sentiamo parlare tanto di integrazione, che di per sé è asimmetrica, perché c’è sempre chi integra e chi è integrato. Il sogno da parte di tutti dovrebbe essere quello dell’interazione, che significa veramente la ricchezza del contributo di tutti, con le proprie idee, fatiche, culture e anche le tradizioni ed i cibi”: queste le parole di un soddisfattissimo Don Luigi Ciotti alla fine dell’incontro.
L’associazione Libera, già impegnata e conosciuta in progetti simili, sarà il canale principale per la vendita di questo prodotto – il cui costo e di 10 euro a bottiglia – assieme all’Istituto Agrario Ciuffelli di Todi, dove i rifugiati politici che usufruiranno di questa interessantissima iniziativa potranno ritrovare la giusta speranza per una nuova vita nel cuore verde d’Italia.

di Luca Bolli

26 novembre 2011

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