Università dei Sapori: Pucciarella e Trequanda fanno il “pienone”

di Luca Bolli

Un successo la serata organizzata dal Fondo Pensioni Cariplo

Giovedì 24 novembre 2011 la nostra redazione è stata invitata alla degustazione di prodotti enogastronomici umbri e toscani presso la sede perugina dell’Università dei Sapori. Qui, alla presenza, prima, dell’esperto Riccardo Cotarella e del presidente regionale dell’AIS Sandro Camilli e, successivamente, degli studenti dello stesso ateneo, abbiamo potuto godere della maestria, tutta italiana, nel creare vini e piatti assolutamente degni di lode e di fama.

“Questa è la risposta più vera ai gufi che dicono che il vino è  un prodotto in decadimento, che non tira” ha esordito Cotarella, stimato tecnico del settore vitivinicolo e consulente per numerose aziende italiane e non solo: “la sala piena oltre ogni aspettativa, in un giorno feriale e in orario di lavoro, prova esattamente il contrario”.
Che il vino sia un arte è un concetto chiaro a chiunque si dica amante della degustazione “ma attenzione – ha continuato l’esperto – perché troppa gente pone l’accento sulla zona piuttosto che sulle persone. Uva e territorio assieme producono aceto: il vino è merito del lavoro e della passione dell’uomo! Non è un caso che tempi addietro bastasse ricordare che un vino non era toscano per abbatterne il valore del 50%: oggi non è più così e anche in Umbria abbiamo ottimi vini, soprattutto rossi”. Le aziende protagoniste della serata sono certamente una delle migliori realtà del centro Italia e tengono ben alto il prestigio dell’arte vitivinicola, sulla scia di quanto dallo stesso Cotarella: la senese Trequanda e la perugina Pucciarella, presentando i loro prodotti di punta, hanno deliziato gli oltre 50 convenuti alla degustazione, egregiamente guidati dal sommelier Sandro Camilli. Agnolo, Sant’Anna, Empireo, Vinsanto Colli del Trasimeno per l’azienda umbra; Ghirlandaia, Alticato, Trecalici per quella toscana: questi sono stati i veri protagonisti dell’incontro, veramente meritevoli di attenzione e considerazione all’interno di un panorama enologico che, in Italia, si sta facendo sempre più interessante e combattuto. “Non abbiamo certamente nulla da invidiare e da farci insegnare dai francesi. Solo una cosa forse possiamo migliorare: nella comunicazione e nell’informazione”; in questa esortazione di Sandro Camilli sta il significato vero della serata.
Sul fronte gastronomico l’azienda Trequanda, sede del più grande allevamento bovino di razza Chianina del centro Italia, ha ulteriormente deliziato gli ospiti offrendo un buffet con i prodotti tipici del territorio senese, magnificamente rielaborati dal personale dell’Università dei sapori, con l’aggiunta di formaggi provenienti dall’azienda agricola Riservo.
Una serata dunque totalmente vocata al “mangiar bene” e al “bere italiano” per ribadire l’italico amore nei confronti della buona tavola: in tempo di crisi uno dei pochi brand italiani a non tradire mai. Dopotutto, concludendo con le parole di Cotarella e Camilli, “ci si accorge che il cliente tiene ad un vino non nel momento in cui lo ordina al ristorante, ma nell’attimo esatto in cui decide di fare cinque, dieci, venti chilometri per andare in cantina a degustare, comprare e vivere quel vino”. Questo è l’ invito ai nostri lettori: andate in cantina e cercate di “conoscere” il vostro vino preferito

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