Foligno, Giostra della Quintana: scandalo sul doping ai cavalli

Pubblicate 676 pagine di intercettazioni telefoniche e stabilite dieci condanne, dal Tribunale di Perugia, per veterinari, fantini e gestori di scuderie. Cosi si chiude l’inchiesta “Zodiaco”.

Già dal 2006 si iniziava a percepire qualche sospetto sulla presunta somministrazione di sostanze dopanti ai cavalli da corsa in occasione della rievocazione storica della Giostra della Quintana di Foligno. Era stata aperta un’inchiesta che vedeva imputati veterinari, fantini e responsabili di scuderie. Dopo ben sei anni si è arrivati, finalmente, ad una svolta. Senza lasciar nessun dubbio sul caso, il giudice Alessandra Grimaccia ha emesso una sentenza chiudendo, in definitiva, la crudele vicenda.

Dieci le condanne, tra cui il veterinario Umberto Ricci, condannato ad un anno e tre mesi di reclusione con pena sospesa e 676 le intercettazioni telefoniche che provano la condanna di doping proprio per dire che quel torneo è stato alterato e contraffatto.
Ci vuole stomaco per sentire il peso di certe parole nelle intercettazioni pubblicate: disinvolti e incuranti della salute di questi animali, nel somministrare queste sostanze pericolose, sono gli imputati. I cavalli dovevano solo correre al massimo, come vere e proprie macchine usate per compiacere solo la smania di qualche fantino e con queste sostanze alteranti riuscivano ad essere più potenti nelle gare perché non provavano dolore e stanchezza. Il veterinario, a sua volta, veniva contattato per qualsiasi tipo di informazione: come dare il doping, come alleviare conseguenti malori dovute a queste sostanze o come dopare un piccolo puledro. Insomma veniva dato ai cavalli un mix di medicinali che prendeva il nome di “benzina” e che garantiva la vittoria della gara. “Damoglie un pochetto de benzina, Umbè, che stavolta se andiamo a vince facciamo un macello. Io non ho mai vinto, fammi vince dai!”: cosi commentava Luca Innocenzi, fantino del rione Cassero, nelle intercettazioni telefoniche con lo stesso Umberto Ricci.
Ancora un fenomeno, a Foligno, capace di dividere la città intera, dove forti sono le fazioni di animalisti che vogliono meritata giustizia per i maltrattamenti degli animali.

di Silvia Trampetti

4 novembre 2011

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