Metanodotto SNAM, pressing sulla Regione Umbria per un tracciato alternativo

di Marco Menchinella

Dopo la recente approvazione da parte del Consiglio regionale abruzzese del documento che “impegna il presidente della Regione Chiodi ad attivare un tavolo tra tutti i soggetti interessati per l’individuazione di un tracciato alternativo”, anche in Umbria c’è chi avanza richieste di un percorso più ecologico e meno rischioso per la realizzazione del metanodotto SNAM “Rete Adriatica”.
L’assessore della Provincia di Perugia Stefano Feligioni, reduce dal meeting di lunedì scorso organizzato a L’Aquila proprio per discutere della questione, ha chiesto la “formulazione di un nuovo progetto della struttura che escluda il passaggio negli incontaminati ambienti dell’Appennino umbro-marchigiano, senza dimenticare il rischio sismico ed idrogeologico che interessa tutto il tratto umbro del tracciato”.

Tratto non irrilevante se si pensa che ben 43 dei 167,7 chilometri del gasdotto Sulmona-Foligno passano proprio per  il “cuore verde” d’Italia, seconda regione, subito dopo l’Abruzzo, in termini di lunghezza dell’infrastruttura, ad essere interessata dal passaggio del metanodotto.
“Dopo i ricorsi in sede europea, al Tar e al Presidente della Repubblica Napolitano – ha affermato Feligioni – ora serve approvare, da parte della Regione dell’Umbria, un documento simile a quello della Regione Abruzzo, in modo da esplicitare in maniera chiara la volontà di delocalizzare il metanodotto”.
Eppure, anche dopo la votazione unanime della commissione Ambiente della Camera dei Deputati sulla risoluzione, presentata dai deputati PD Mariani, Lolli, Vannucci e Verini, che impegna il Governo a costituire un tavolo tecnico al fine di valutare i punti critici del gasdotto Brindisi-Minerbio (di cui il Sulmona-Foligno è parte integrante), sono in molti a chiedersi perché la Regione Umbria non abbia ancora preso provvedimenti simili a quelli già adottati in Abruzzo.
“La posizione prudenziale fino ad ora adottata dalla Regione Umbria nei confronti del gasdotto SNAM Sulmona-Foligno non ha più ragion d’essere – ha spiegato Aldo Cucchiarini del Comitato No Tubo -, soprattutto dopo che anche la commissione Ambiente della Camera si è espressa in modo netto al riguardo, sostenendo la necessità di riconsiderare l’opera nella sua interezza”. “Al di là del fatto se questa infrastruttura sia necessaria o meno per soddisfare il consumo interno e l’approvvigionamento – ha proseguito Cucchiarini – il Comitato continua a denunciarne la pericolosità del tracciato e il suo impatto ingente in termini sociali ed ambientali: in Umbria sarebbero compromessi il parco nazionale dei Sibillini e molte zone di protezione speciale, in particolare nei pressi di Pietralunga, ed è stato calcolato che il passaggio del gasdotto produrrebbe una perdita di superficie boschiva pari a circa 750 ettari, provocando danni irreversibili”. “Noi continueremo ad esercitare forti pressioni affinché, anche a palazzo Cesaroni si prendano decisioni lineari a quelle adottate dall’Abruzzo e dalla commissione parlamentare sull’Ambiente – ha concluso Chucchiarini -. Questa attesa non è più giustificabile”.

28 ottobre 2011

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