Il sindaco di Marsciano da’ il via alla protesta: “Chiediamo cio’ che ci spetta”

di Luca Bolli

È partita questa mattina, presso il centro abitato di Spina, l’iniziativa del comune di Marsciano per sensibilizzare il mondo politico nazionale verso il problema della ricostruzione post terremoto del dicembre 2009.
Il sindaco Alfio Todini ha ribadito, in un breve incontro con i cittadini convenuti, quelli che vogliono essere i punti cardine di questa protesta, civile, ma decisa. “Non chiediamo un euro in più di quello che ci spetta e che è stato, ormai da tempo, fissato in tutti i documenti e sopralluoghi – ha esordito il primo cittadino marscianese – ma ancora, dopo due anni, da Roma arrivano solo parole e promesse”. Il sindaco si è detto stufo, anche a nome dei cittadini colpiti dal sisma, della situazione perché, come recitano gli striscioni di protesta affissi nel paese, “la ricostruzione è un diritto” e “sotto le promesse non si dorme”.

“Il terremoto – ha continuato – non ha scalfito solo le mura degli edifici, ma lo spirito della gente di questo comune”, uno spirito che Todini ha sottolineato essere laborioso e poco incline ai mugugni e alle proteste. “Chi ci conosce sa che non è nel nostro stile fare azioni del genere, ma la situazione va sbloccata, soprattutto per le 600 persone che ancora si trovano senza una casa”. Chi non lavora abbastanza, a parere dei cittadini, è il Governo, che da Roma non è stato in grado ancora di convocare un incontro chiarificatore con tutte le parti interessate. “Dobbiamo ringraziare la Regione Umbria che, dopo il decreto “Milleproroghe”, ha voluto autonomamente aiutarci stanziando 15 milioni di euro come compartecipazione alla spesa della ricostruzione” ha ribadito Todini, salutando poi l’ex sindaco dello stesso comune Gianfranco Chiaccheroni, ora consigliere regionale. In effetti gli unici fondi a sostegno dei lavori più intensi e decisivi sono pervenuti dalla Regione che, tra l’altro, si è mossa in questa direzione nonostante il decreto sopra citato sia oggetto di un ricorso delle stesse regioni per incostituzionalità. Una situazione paradossale e immobile che l’amministrazione di Marsciano vuole smuovere presidiando una tensostruttura già operativa presso il centro di Spina: qui verranno svolte alcune attività amministrative fin quando il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, non deciderà di convocare l’incontro con Comune, Regione Umbria, Dipartimento di protezione Civile e Ministero del Tesoro per programmare lo stanziamento dei fondi.
“Speriamo che, guardando negli occhi la gente che ha vissuto questo disagio, chi di dovere a Roma possa decidersi a fare qualcosa. Siamo incavolati (il sindaco ha usato parole più dure, ndr). Vogliamo che sia rispettato un nostro diritto e capire il perché di questo silenzio”. Ad oggi mancano circa 60 milioni di euro per gli interventi pesanti più immediati, ma il Governo non è stato in grado di stanziare nemmeno una cifra più bassa per questa emergenza. “Crediamo – ha concluso – che stanziare 10 milioni per 10 anni non sia uno sforzo insostenibile per un Governo nazionale serio! Allora perchè non lo si fa?”.
Da lunedì, il sindaco sarà a disposizione di quanti ne avranno bisogno presso la “nuova sede comunale” in via della Villa n.1 nel centro abitato di Spina.

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