Sisma Marsciano: il sindaco in tenda per protestare

di Luca Bolli

Al via la protesta, fin quando servirà

Alla fine la protesta resta l’unico modo per far sentire la propria voce in questo paese troppo sordo alle richieste di sacrosanti diritti civili!
Il sindaco di Marsciano, Alfio Todini, assieme agli esponenti dell’amministrazione comunale, allestirà e presidierà una tensostruttura da sabato, 17 settembre 2011, fino a quando non sarà raggiunto l’obiettivo minimo:  la convocazione, da parte del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, dell’incontro con Comune, Regione Umbria, Dipartimento di protezione Civile e Ministero del Tesoro per programmare lo stanziamento dei fondi da parte del Governo. Incontro, tra l’altro, più volte sollecitato negli ultimi mesi e altrettante volte promesso dallo stesso Sottosegretario.

La svolta si è resa necessaria dopo la bocciatura, da parte della Commissione Bilancio della Camera, dell’emendamento alla manovra economica sullo stanziamento di 60 milioni di Euro per la ricostruzione pesante nelle zone terremotate di Marsciano. La necessità di azioni di protesta, volte a riportare attenzione e luce su una vicenda fin troppo trascurata, ha visto anche il significativo voto unanime, all’interno del consiglio comunale, di tutte le forze politiche nell’Ordine del Giorno dello scorso 30 agosto.
Il sindaco ha così organizzato una conferenza stampa nel centro abitato di Spina, il più danneggiato dal sisma del 15 dicembre 2009, in via della Villa n.1, alle ore 10.30: da qual momento alcune delle attività amministrative del comune di Marsciano saranno espletate nella tenda, presidiata anche dagli assessori.
“Dopo le tante parole spese fin qui e le continue rassicurazioni giunte a più riprese da tanti rappresentanti politici nazionali e membri del Governo – afferma il Sindaco Todini – è giunto il momento di risposte concrete. Ad oggi, per la ricostruzione pesante, registriamo l’impegno della Regione Umbria a stanziare 15 milioni di euro, mentre da Roma tutto tace. Sono passati 21 mesi, 639 giorni dall’evento sismico che ha colpito il nostro territorio e oltre 600 persone sono ancora costrette a vivere lontano dalle proprie abitazioni. Chiediamo al Governo di fare il suo dovere, tutelando i diritti di queste persone e di tutta una comunità, che continua ad affrontare con dignità e operosità i disagi del sisma”.

La storia.
Tutto ha inizio nel 2009, alle 14.12 del 15 dicembre, quando un terremoto di magnitudo 4.2 colpisce il comune di Marsciano, in provincia di Perugia. Il sisma, pur lieve nella sua intensità, provoca gravi danni ad alcune frazioni dell’area nord, come Spina, San Biagio della Valle, Mercatello e Sant’Apollinare ed altri, minori, nel area comunale. Non vi furono vittime, ma 600 residenti si trovarono di fatto senza casa, mentre molte aziende e attività commerciali furono costrette a chiudere, colpite da gravi danneggiamenti.
Nei primi mesi e in quelli successivi furono stanziati complessivamente 21 milioni di euro per la prima emergenza e gli interventi leggeri. Di questi fondi, 6 milioni sono stati stanziati per gli anni 2011-2012 (3+3), mentre resterebbero fuori qualcosa come 90 milioni di euro per la ricostruzione pesante, quella che darebbe a questa zona una qualche possibilità di recupero di una vita normale ed autonoma: si tratta in pratica degli interventi più significativi, quelli che riguardano La ricostruzione vera e propria, assieme al recupero di perle di assoluta bellezza, come i borghi medioevali di Spina e Sant’Apollinare.
Nel corso del tempo l’Amministrazione comunale, i cittadini e le forze politiche, economiche e sociali del territorio si sono attivate insieme alla Regione Umbria per sollecitare lo stanziamento dei fondi necessari alla ricostruzione pesante da parte del Governo. La Regione Umbria  si è resa disponibile, a fronte di un impegno formale del Governo, ad accendere mutui per anticipare le risorse necessarie. La stessa, poi, si è impegnata a compartecipare  alle spese con uno stanziamento di 15 milioni di Euro, come richiesto dal Decreto “Milleproroghe” n.225 del 29 Dicembre 2010 con il quale si mette a carico delle Regioni una quota di compartecipazione, peraltro non precisata, volta ad affrontare le situazioni ed i danni determinatesi a seguito di calamità naturali.
Dopo il desolante silenzio da parte del Governo e la marea di parole, promesse e rassicurazioni, ora la bocciatura della Commissione Bilancio circa lo stanziamento di 60 milioni per far fronte alla ricostruzione pesante.
La goccia ha fatto traboccare il fatidico vaso ed ora con questa decisa protesta, seppur civile, si vuole “mostrare – puntualizza Todini – che il senso di responsabilità, dimostrato in questa vicenda dalla comunità di Marsciano, non può certo essere scambiato per rassegnazione allo status quo”.

Per Informazioni: Comune di Marsciano, Segreteria Sindaco  075 8747233

 

15 settembre 2011

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