Patrimoni culturali d’Italia: ecco perché la Quintana di Foligno è fuori

di Luca Bolli

Da pochi giorni sono state insignite di un importante riconoscimento ben 34 manifestazioni culturali della nostra bella Italia. Questo brand, che prende il nome semplice ma evocativo di “Patrimonio d’Italia”, include tutte quelle eccellenze italiane che prevedono, tra le altre cose, la sopravvivenza e la rivalutazione delle qualità folcloristiche migliori del paese. Il riconoscimento è stato suddiviso in quattro categorie che prevedono la determinazione dei criteri di tradizione, arte e cultura, stile e creatività, incanto dei luoghi. In questo nuovo “marchio”, che include eventi distribuiti piuttosto equamente tra nord, centro e sud, rientrano due manifestazioni umbre: la Corsa dei Ceri di Gubbio (15 maggio di ogni anno) e “Coloriamo i Cieli” di Castiglione del Lago (a cavallo tra aprile e maggio) mentre è stata esclusa, a sorpresa, la Quintana di Foligno.

Questa mancanza ha fatto alzare da più parti voci polemiche e discordanti di chi, per motivi diversi, ritiene corretta o controproducente la presa di posizione del Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla: “non potranno diventare patrimonio d’Italia, in nessun caso, le manifestazioni in cui si cagiona la morte di un animale – ha commentato il ministro – perchè non c’e’ nulla di culturale nella morte di un animale”. Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Foligno, Nando Mismetti che ha attaccato la Brambilla in quanto “non tiene conto che la Quintana e’ patrimonio della nostra città, valorizza le nostre tradizioni, promuove in maniera positiva l’immagine del territorio locale e dello stesso Paese. Va quindi – conclude – rispettata e tutelata”.

La posizione, va ricordato, esclude anche un evento storico come il Palio di Siena, forse tra gli avvenimenti di maggior rilievo a livello nazionale e non solo. È questo un indizio della drasticità delle decisioni prese dal ministro che, a quanto pare, non fa sconti sotto il profilo ambientalista e animalista. Il rifiuto di includere la Quintana tra i patrimoni d’Italia potrà forse avere ripercussioni sulla visibilità della manifestazione, ma va altresì rammentato a tutti come si possa essere arrivati a tale conclusione: è ancora fresca, infatti, l’eco della tragedia avvenuta nell’ultima edizione del concorso estivo folignate, quando un cavallo è stato trafitto all’addome dal sostegno ligneo di una bandierina che delimitava il percorso. Lo scorso anno altri due cavalli erano rimasti vittime di incidenti (dalle pesantissime conseguenze) i quali, certamente, non possono considerarsi in linea con i criteri che dettano la candidatura al riconoscimento di “Patrimonio d’Italia”: capacità di mantenere vivo il folclore del proprio territorio, adeguando le rappresentazioni tradizionali al mutamento dei tempi, nel rispetto degli animali e dell’ambiente e incentivando la partecipazione di turisti e visitatori.

 

Ecco le 34 manifestazioni premiate con il riconoscimento “Patrimonio d’Italia per la tradizione”: Fiera di Sant’Orso di Aosta, Presepe della Marineria di Cesenatico, Ferrara Balloons, Festival Regata storica di Venezia, Regate delle Lucie: Trofeo “Arnaldo Mondonico Alla Memoria”, Il Perdon de Barbana di Grado, La festa di Santa Candida di Ventotene, Infiorata di Genzano, Battaglia di Fiori di Ventimiglia, Il cavallo di Fuoco di Ripatransone, La ‘Ndocciata di Agnone, Processione delle Macchine di Vercelli, Sagra del Mandorlo in fiore di Agrigento, Sagra del Cannolo di Piana degli Albanesi, Bravio delle Botti di Montepulciano, Sagra del Lunghino e Palio della Ruzzola di Pereta, Coloriamo i cieli di Castiglion del Lago, Sagra dei Talami di Orsogna, La Macchina di Santa Rosa di Viterbo, I Candelieri di Sassari, Festa dei Ceri di Gubbio, Festa dei Gigli di Nola, Il Carnevale di Putignano, La Partita a scacchi a personaggi viventi di Marostica, Festival Paleariza – Musica nel mondo dalla Calabria Greca Palio di Lodi – Cursa dei cavai, Parata Storica dei Turchi di Potenza, Roumiage de Setembre.

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