Sanità Umbria? No deficit, no ticket!

di Luca Bolli

Buone notizie, almeno per adesso, per gli utenti del settore sanitario dell’Umbria che non vedranno attuarsi “l’odioso balzello per i cittadini che necessitano di cure, anche per non penalizzare ulteriormente il sistema sanitario pubblico a vantaggio dei settori privati”. È quanto è emerso dall’intervento di Catiuscia Marini all’indomani delle polemiche scaturite dall’approvazione dei tagli alla spesa sanitaria e dall’introduzione del ticket: “riteniamo che questo pagamento sulla diagnostica, sulle prestazioni di laboratorio e sulla specialistica sia sbagliato” ha aggiunto.

La risposta del Presidente della Regione è indirizzata soprattutto agli esponenti PDL che avevano avanzato dubbi sulla regolarità dei conti regionali per gli anni passati: se l’Umbria può permettersi di non incassare 6 milioni di euro all’anno provenienti dal pagamento dei ticket, vuol dire che hanno margini di miglioramento sotto l’aspetto degli sprechi e delle inefficienze e che, negli ultimi due anni, la Regione si è appropriata di almeno 12 milioni di euro che avrebbe potuto recuperare in altro modo. Questo in poche parole il ragionamento degli onorevoli Nevi e Ghirlanda che hanno fatto scattare la risposta stizzita della Marini.

 

Il presidente della Regione ha altresì voluto mettere in chiaro una cosa durante il suo intervento a RaiNews24 e cioè il fatto che, proprio a smentire le voci provenienti dagli esponenti di Governo, l’Umbria resta capofila nell’efficienza sanitaria nazionale, come riscontrabile dalle ricerche del Cerm , sia sotto l’aspetto della qualità, sia sotto quello della spesa pro-capite derivante dal servizio offerto. Addirittura stando alle statistiche dello stesso centro di ricerca, se tutte le regioni si fossero stazionate sulla soglia di efficienza, entro la quale l’Umbria è capofila, si sarebbero potuti risparmiare fondi pari all’1,5% del Pil in due anni (dati validi fino al 2008). Tutto ciò fa della Regione un modello, altro che sprechi!

La decisione di non oberare i cittadini con quelle che, secondo la Marini, sono spese “ingiustificate” apre le porte al conseguente problema del reclutamento dei fondi per coprire i tagli alla sanità, derivanti dalla manovra governativa. Ma stando alle parole della stessa Presidente i cittadini devono stare tranquilli perché la  “Regione, in accordo con le altre che non hanno intenzione di introdurre il ticket, sta vagliando opzioni alternative per coprire le perdite, magari lavorando sulla spesa farmaceutica, senza gravare sugli stessi utenti”.

Staremo a vedere cosa salterà fuori di nuovo dalla riunione della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni in programma per oggi.

Nel frattempo restiamo, cautamente, ottimisti.

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