Toscana: custodia attenuata per le madri in carcere

Niente più bimbi in carcere per far visita alle madri. La Giunta della Regione Toscana approva lo stanziamento di 400 mila euro destinato alla realizzazione di una sezione a custodia attenuta riservata alle mamme recluse. Si tratta di un intervento di ristrutturazione che interesserà alcuni locali di proprietà della Onlus fiorentina Madonnina del Grappa.
Al progetto hanno aderito, oltre alla Regione Toscana, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Tribunale di Sorveglianza, la Madonnina del Grappa e l’Istituto degli Innocenti. Enti aggregati in un quadro di interventi più amplio, già ratificato il 27 gennaio 2010.

Per assicurare la tutela della salute e del rapporto tra madre e figlio, la Società della Salute di Firenze ha già in programma una serie di interventi mirati attraverso l’attivazione di una rete di servizi sul territorio.
Netta la presa di posizione del presidente della Regione Enrico Rossi: “ I bambini non dovrebbero mai entrare in una struttura detentiva ed e’ un compito irrinunciabile di tutti i soggetti coinvolti individuare forme alternative per fare in modo che questo non accada mai più”. E assicura un piano di attuazione del progetto contraddistinto da rapidità ed efficienza. “Finalmente siamo riusciti a riattivare la collaborazione tra tutti i soggetti che hanno sottoscritto l’accordo due anni fa e contiamo di arrivare in tempi brevi alla realizzazione di questa importante struttura”.
Vedremo se volontà e intenti sapranno tradursi in atti concreti. L’esito resta tutt’altro che scontato. È lo stesso Rossi a ricordarlo, con un accenno, all’inizio del suo intervento: “’Di questo progetto se ne sta parlando ormai da alcuni anni ma finora e’ rimasto sulla carta”. Una battaglia, quella del riconoscimento dei diritti delle madri detenute, che potrebbe segnare un passo in avanti nel grado della maturità civile toscana, ma che per il momento rimane ancora una incognita.

Iacopo Bernardini

8 febbraio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook