Turismo in Toscana: Città d’arte e monti presi d’assalto

La bellezza salverà il mondo? Forse, al momento l’unica a salvarsi è la bellezza. Alla contrazione dei consumi natalizi, prodromo di una Italia a rischio recessione, bollata dalle previsioni negative del rating, coincide il rinnovato interesse per le città d’arte e i patrimoni naturali. Così è in Toscana. Dai primi sciatori che popolano il monte Amiata e il comprensorio dell’Abetone, passando per gli agriturimi del Chianti e delle Maremma, sino alla grazia indelebile del Santa Maria della Scala a Siena, o di Palazzo Vecchio a Firenze.

Frequentare l’arte è più comodo: musei, pinacoteche e gallerie senza fila. Fuori dagli Uffizi, dove l’afflusso di visitatori può degenerare in code che arrivano a cento metri e tempi d’attesa superiori alle due ore, non si conta più di una sparuta decina di turisti, in pratica, un biglietto d’invito. Numerose le presenze registrate a Lucca, Pisa, Firenze e Siena, ma anche in Versilia e nelle località turistiche dell’ Argentario. Mentre gli appassionati di sci hanno preso d’assalto l’Abetone, la più importante stazione sciistica della Toscana, dove il 25 dicembre, seppur in ritardo rispetto alle previsioni, con l’arrivo della neve è finalmente partita la stagione turistica. Nonostante le presenze nelle località dell’Appennino siano in calo rispetto all’anno scorso, quando le precipitazione nevose arrivarono con netto anticipo, il segnale resta positivo, perché “non tutti gli appassionati della neve sapevano che si poteva sciare. La nevicata del 24 dicembre – spiega Giampiero Danti, sindaco di Abetone – ci ha permesso di aprire molti impianti”. E per incentivare la presenza, il prezzo dell’abbonamento giornaliero per sciare è stato portato da 36 a 30 euro. Riduzioni sulla tariffa oraria e sui bambini fino a 5 anni, invece, vengono applicate a quanti preferiscono la neve dell’Amiata. Aperta la pista della Vetta e il campo scuola delle Macinaie.

di Iacopo Bernardini

27 dicembre 201

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