Toscana, Locci: rivedere gli stipendi dei manger pubblici

Accanimento anti-casta? Può compromettere la soluzione al nodo dei conti pubblici. Non solo tagli ai costi della politica quindi, a impegnarsi nella stretta del sacrificio saranno anche i dirigenti toscani che lavorano alle dipendenze dello stato. Il consigliere regionale Dario Locci spinge perché nella morsa dei tagli alla spesa rientri il settore amministrativo. Con un tetto massimo agli stipendi dei dirigenti potrebbero essere risparmiati nelle casse della Regione Toscana da 1 milione e mezzo a 4 milioni di euro ogni anno.

È la proposta, racchiusa nell’emendamento alla finanziaria 2012 che porta anche la firma di Marina Staccioli, presentata dall’esponente del Gruppo Misto, che replica così alle dichiarazioni del presidente di Regione, Enrico Rossi, sulla riorganizzazione dell’apparato pubblico: “’Rossi punta il dito contro i costi della politica, ma non affronta il vero problema, che sono i costi della macchina amministrativa”. Più che una retromarcia sull’applicazione del regime di austerity al Consiglio regionale, è un cambio di prospettiva quello invocato da Locci. “’Il vero problema non e’ tanto quello di ridurre il numero dei consiglieri regionali, misura peraltro che condivido, o i vitalizi, provvedimento comunque necessario, ma intervenire sui costi reali dell’apparato”.
L’altra casta. Chi ha funzioni direttive, nonostante l’attuale congiuntura economica, riesce ancora a intascare tanto, forse troppo. ”Anche nella virtuosa Toscana – incalza Locci – ci sono dirigenti pubblici che guadagnano 200mila euro e oltre l’anno. Sono questi i veri costi della macchina”. La soluzione? Stringere i cordoni della borsa individuando come limite il trattamento economico del Presidente del Consiglio regionale. ”Una misura in grado di far risparmiare alla Regione da 1 milione e mezzo a 4 milioni di euro ogni anno, se nel conto mettessimo anche i dirigenti delle Asl”, conclude Locci.

di Iacopo Bernardini

19 dicembre 2011

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