Toscana: Il presidente della Regione Enrico Rossi incontra gli operai di Beltrame. Promessi nuovi impegni

di Iacopo Bernardini

La Regione Toscana dà un segnale di vicinanza, sensibile alla salvaguardia del posto di lavoro, alle istanze di chi, sull’orlo del licenziamento, vede prolungarsi di un anno l’aspettativa della cassa integrazione. Ma il lavoro? Resta una incognita, che non dipende solo da interventi istituzionali.

Questo quanto è emerso dall’incontro a sorpresa, tenutosi oggi a  San Giovanni Valdarno, fra il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e i 79 dipendenti dello stabilimento siderurgico Beltrame, da due mesi in mobilitazione.
La promessa di un vincolo con la politica nazionale. “Chiedero’ un impegno del governo e del ministro dello sviluppo economico Corrado Passera per garantire un futuro allo stabilimento Beltrame di San Giovanni Valdarno e per scongiurare la dispersione di un patrimonio professionale e produttivo altamente qualificato e profondamente legato al territorio”. Ma se da una parte Rossi rivendica il ruolo di tutela e mediazione assunto dalla Regione, che avrebbe scongiurato il fallimento, dall’altra punta il dito su chi l’impresa la detiene e ne richiama le responsabilità. ”Non e’ pensabile che un gruppo come Beltrame, dopo anni di presenza sul territorio, lasci a casa 80 persone e metta in crisi decine di aziende dell’indotto senza confrontarsi sulle possibili alternative con istituzioni e sindacati”.
I tempi sono stretti, forse troppo a ben tastare il polso. Solo 12 mesi per studiare ogni possibile alternativa di rilancio della produzione e centrarne l’obiettivo raffigurano una meta, a detta dello stesso Rossi, “non facile”. Ma, chiosa il presidente, “la Regione può e vuole svolgere un ruolo di garanzia e di stimolo”. Intanto però chi vive schiacciato nella morsa di questa clessidra sente di non avere altre prospettive all’occupazione aziendale. Che continua.

15 dicembre 2011

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