Scioperi in Toscana della CGIL contro il decreto Salva-Italia

Il criterio dell’equità come strumento per promuovere rigore e crescita. Lo spirito promesso dal Presidente del Consiglio Mario Monti all’indomani dell’approvazione del decreto Salva-Italia finisce sotto l’accusa delle parti sociali. Non coinciderebbe con l’identità della manovra. Scroscianti le polemiche dei sindacati che, recuperata l’unità, annunciano scioperi di quattro (CGIL) e due ore (CISL e UIL) nella giornata di lunedì 12 dicembre, quando il provvedimento avvierà il percorso alla camera. Ma già da oggi scattano presidi in Lombardia e Toscana.

Regione centrale dove la segreteria della CGIL rende noto di “condividere queste iniziative e questo giudizio” esprimendo “una valutazione negativa della manovra economica varata ieri dal governo”. Opportunità mancata. “I propositi annunciati all’atto dell’insediamento dal Presidente del Consiglio prof. Mario Monti, di voler raggiungere l’obbiettivo del risanamento dei conti pubblici, unitamente a quello della crescita e dell’equità, rappresentavano una novità positiva. Quella novità ad oggi non è realizzata”.
Tra le proposte di modifica all’intervento di pianificazione economica, oltre al capitolo pensioni, punto su cui la Camusso rimprovera «Quarant’ anni è ancora un numero magico da cui non si può prescindere», il sindacato prospetta un intervento patrimoniale e focalizza sulle carenze. “Troppo debole – conclude la nota della CGIL Toscana – l’iniziativa contro evasione ed elusione fiscale, non si fa abbastanza verso chi ha scudato i capitali e verso chi li detiene all’estero. Di nuovo indenni le rendite finanziarie. Contrasteremo queste ipotesi e questi interventi e indicheremo proposte alternative affinché la manovra cambi”

di Iacopo Bernardini

6 dicembre 2011

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