La Regione Toscana approva la legge per Outlet e commercio ambulante

Con il sostegno unanime dell’aula, il Consiglio Regionale della Toscana detta gli interventi che disciplinano il settore outlet e impone l’obbligo di regolarità contributiva a quello ambulante. Presentata dal Pd, la legge fissa nuovi paletti per la definizione degli spacci aziendali e ne stabilisce i criteri di offerta. Introdotta, tra le novità, un’età minima per le merci. Dovranno passare 12 mesi dalla data di produzione prima di poter esporre in vetrina gli articoli.

Stop al miraggio dell’occasione, sì alla trasparenza. Questa, in sintesi, la lettura offerta dalla regione al nebuloso panorama outlet che, spiega Caterina Bini, presidente della commissione sviluppo economico, sarà limitato alla “vendita diretta di produzione propria da parte di imprese industriali” all’interno di “spazi propri, adiacenti a quelli della produzione”. I prodotti, poi, dovranno essere “fuori produzione, in eccedenza di magazzino, prototipi o presentino lievi difetti non occulti di produzione”.
Mentre sul fronte degli ambulanti, oltre al dovere di presentare il Documento unico di regolarità contributiva (Durc), “la normativa – continua la Bini – prevede di andare in deroga alla direttiva europea Bolkestein per il settore dei mercati per motivi di interesse generale”. Tradotto in altri termini, si esprime a livello regionale la volontà di tutelare quanti, tra gli ambulanti, sono a rischio “sfratto” a causa di nuovi bandi per l’assegnazione del suolo pubblico. Tutti salvi allora? No, anzi, non ancora, la palla potrebbe passare al governo. Se il provvedimento sarà impugnato, come è stato fatto in un caso simile nei confronti della Regione Piemonte, il risultato della vicenda potrebbe ancora  riservare un finale a sorpresa.

di Iacopo Bernardini

23 novembre 2011

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