Toscana: dal Consiglio regionale il via libera al referendum su unione comuni Casentino

Sì alla volontà democratica, con riserva. Mentre da una parte il Consiglio Regionale della Toscana approva il quesito referendario di iniziativa popolare sulla costituzione del comune unico del Casentino, atteso per la prossima primavera, dall’altra si mostra incerto. E se poi il quorum non fosse stato raggiunto? Passa al vaglio della assemblea l’ordine del giorno che richiama al procedimento penale, ancora in fase di istruttoria, che contesta la validità della raccolta firme.
Nel caso di irregolarità chi sarà a pagare? Secondo il consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli (Pd) siamo difronte a una “proposta sbagliata nel merito” e aggiunge “la Procura ha comunicato ufficialmente di aver aperto un procedimento penale in fase di istruttoria. Se le firme non bastano, qualcuno dovrà rispondere anche sul piano politico”.

Tra tutela della democrazia partecipata e rispetto per le inchieste della magistratura, qui si gioca la partita politica della giunta. Che infatti come esprime “parere favorevole affinché sia data pratica attuazione alla volontà democraticamente espressa dai cittadini sottoscrittori della Proposta di Legge di iniziativa popolare relativa all’istituzione del Comune di Casentino”, al contempo ribadisce anche “l’azione di monitoraggio circa l’andamento e lo stato dell’indagine attualmente in corso, in coerenza con quanto approvato con il suddetto ordine del giorno n. 104”.
Oltre ai risvolti politici c’è un altro fronte caldo, quello economico, in ballo i soldi dei contribuenti: “nell’ottica del rispetto della volontà popolare e di un responsabile ed oculato uso del denaro pubblico. Principi che verrebbero disattesi qualora il referendum risultasse successivamente viziato nella regolarità delle firme raccolte. In tal caso, oltre agli effetti penalmente rilevanti, la Regione dovrà rivalersi in solido per le spese sostenute nei confronti dei responsabili”.  

di Iacopo Bernardini

22 novembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook