Meningite in Toscana, prima vittima del 2016

Meningite in Toscana, prima vittima del 2016

Meningite in Toscana, due nuovi casi e prima vittima del 2016

La meningite continua a flagellare la Toscana; un 58enne di Fucecchio è morto nelle scorse ore mentre una ragazza di 15 anni, della provincia di Grosseto, è stata ricoverata all’ospedale di Siena a causa di una sepsi meningococcica. Il 58enne, originario di Massa, era stato ricoverato a Empoli lo scorso 8 gennaio nel reparto di terapia intensiva poi, venerdì 15, per alcune conseguenze a livello cutaneo è stato trasferito nella struttura di Cisanello, a Pisa, dove purtroppo è morto. Secondo quanto appreso, il decesso sarebbe stato causato dalla chiusura di alcuni vasi sanguigni che avrebbero portato alla necrosi dei tessuti. Si tratta del primo decesso del 2016 a causa della meningite in Toscana, l’ottavo da inizio 2015 e il quarto nell’Empolese Valdelsa. Per la 15enne, invece, i medici stanno avviando le procedure per identificare il ceppo di meningococco e intervenire con cure adeguate. La ragazza, giunta in ospedale il 19 gennaio, è stata sottoposta a terapia antibiotica e – precisa il professor Andrea De Luca, direttore Malattie Infettive Universitarie Aou Senese – le sue condizioni sono «in miglioramento. La terapia antibiotica effettuata è risultata efficace per il controllo dell’infezione meningococcica».

Meningite, Saccardi: «il vaccino è la soluzione migliore»

Nei giorni scorsi l’assessore alla Salute della Regione Toscana Stefania Saccardi era intervenuta sul tema meningite ribadendo che nonostante le morti finora registrate «non siamo di fronte a un’epidemia di meningite. Parliamo di una quarantina di casi, compresi anche quelli del 2016, rispetto a una popolazione di 3,5 milioni di abitanti». Purtroppo gli addetti ai lavori non hanno ancora capito come mai in Toscana i casi siano numericamente superiori rispetto ad altre zone ma, ha assicurato l’assessore, «stiamo lavorando con l’Istituto superiore di Sanità per valutare ogni possibile implicazione e cercare di offrire una protezione il più efficace possibile, di fronte a un fenomeno che riusciamo a spiegare ancora poco, e che colpisce la Toscana più delle altre regioni e più degli anni passati, in zone anche abbastanza delimitate». Per il momento la difesa più efficace è quella che deriva dal vaccino: «Sono attacchi molto virulenti e cerchiamo di porre l’attenzione massima nell’interesse della salute delle persone. La soluzione del vaccino è quella migliore».

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