Toscana in sciopero, la piazza dice ‘Basta’ al Governo

Toscana in sciopero, la piazza dice ‘Basta’ al Governo

100_2204PISA – Grande affluenza nelle piazze di Toscana per lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil contro la situazione economica attuale, il precariato e la tutela dei lavoratori. A Pisa, in piazza San Paolo All’Orto, si sono dati appuntamento qualche migliaio tra studenti, lavoratori, pensionati e disoccupati provenienti anche dalle vicine province di Massa Carrara e Lucca. Sul palco allestito per l’evento sono saliti diversi rappresentanti delle categorie maggiormente coinvolte dalla situazione economica e lavorativa attuale, quattro le istanze principali: giustizia, dignità, equità e lavoro. Significativo il grande striscione con la scritta ‘Basta’ appeso nei pressi del palco di piazza San Paolo.

100_2206Presente anche la delegazione dell’Anpi che, attraverso il presidente Giorgio Vecchiani ha espresso vicinanza alla gente in piazza e ha richiamato il triste anniversario della strage di piazza Fontana per evidenziare il pericolo di derive fasciste in seno all’Europa. Sul palco anche giovani studenti che hanno denunciato l’inadeguatezza delle strutture scolastiche e che “non c’è un sistema di welfare studentesco; non si può – spiega la rappresentante – rinunciare ai sogni soltanto perché il Governo non ha pensato al futuro dei giovani”.

Inquietanti le denunce dei lavoratori di Livorno e dei lavoratori ‘ad appalto’ e delle province, i primi hanno parlato di licenziamenti giunti a seguito del rifiuto di proseguire il lavoro di pulizia dei macchinari con turni di 12 ore a giornata, gli altri lamentano una riduzione del 25% di servizi di pulizia delle scuole con conseguente riduzione del personale e contratti da 12 a 24 ore la settimana con 500 euro di stipendio mensile nei casi più ‘felici’.

A chiusura della manifestazione l’intervento della segretaria nazionale Uilca Maria Teresa Ruzza, che attacca senza mezzi termini il Governo e il Primo Ministro: “questa piazza è la risposta a chi voleva rottamare il sindacato e i lavoratori; non ci rottama nessuno, siamo noi che vogliamo rottamare” disonesti e imprenditori incapaci, senza scrupoli e politici corrotti. Poi putualizza sulla politica economica: “le aziende estere non investono in Italia non perché c’è l’articolo 18, ma perchè mancano le strutture e c’è corruzione, noi – prosegue – vogliamo confrontarci col Governo e sapere che cosa ci sarà scritto nei decreti attuativi”. Di più: “il Governo non ci rispetta, noi vogliamo essere ascoltati, non vogliamo che i giovani emigrino e che le loro idee vengano incoraggiate”.

Tutto si è svolto senza particolari tensioni, all’insegna dell’unità più volte richiamata da tutti coloro che salendo sul palco non si sono risparmiati di chiamare in causa la Cisl, grande assente dello sciopero generale.

Davide Lazzini
12 dicembre 2014

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