L’embargo russo costerà 8 milioni di euro all’economia della regione

L’embargo russo costerà 8 milioni di euro all’economia della regione

fruttaFIRENZE – L’embargo della Russia nei confronti dei prodotti agroalimentari provenienti dalla regione comporterà al ‘Made in Tuscany’ un ammanco stimato in circa 8 milioni di euro. Il valore è stato redatto sulla base di dati Istat, trasmessi da Coldiretti Toscana, la quale ha evidenziato come le esportazioni nel mercato russo – solo nel primo trimestre 2014 – avevano fatto registrare un incremento del 20% per i prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca. Olio, formaggio, pasta, confetture, ortofrutta e pesce sono i generi alimentari che rientrano tra quelli proibiti dallo Stato di Putin.

Entrando nello specifico, come spiegato da Coldiretti, il veto all’importazione riguarda carne di manzo e maiale, pollo, pesce e frutti di mare, latte e latticini ma anche frutta e verdura provenienti dall’Ue e quindi, di riflesso, anche dall’Italia e dalla Toscana. L’embargo comprende anche i prodotti importati da Stati Uniti, Norvegia, Australia e Canada. Restano fuori dal veto l’import di alcolici e di prodotti per bambini.

“Con l’embargo della Russia, il ‘Made in Tuscany’ – spiega Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana – paga un prezzo molto alto e si mette un freno a un mercato in crescita dove hanno trovato spazio molte aziende toscane”. Il danno arrecato all’economia regionale è facilmente intuibile considerando il valore dell’export di prodotti agroalimentari in Russia che è cresciuto, tra il 2012 ed il 2013, del 15%, arrivando addirittura al 24% nel secondo trimestre del nuovo anno se si considerano anche le bevande.

I primi contraccolpi, spiega ancora Marcelli, sono già stati avvertiti dai principali produttori di pecorino toscano Dop: bloccate alla dogana le spedizioni o annullati gli ordini per centinaia di migliaia di euro. Il tutto con costi aggiuntivi a carico dei produttori. Tra le ‘vittime’ uno storico caseificio grossetano di Manciano, il cui presidente ha riferito di aver perso oltre 300 mila euro in termini di ordinazioni, che avrebbe dovuto evadere nelle prossime settimane.

Davide Lazzini
15 settembre 2014

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