La marijuana a scopo terapeutico sarà prodotta anche in Italia

La marijuana a scopo terapeutico sarà prodotta anche in Italia

cannabisFIRENZE – Sarà l’istituto farmaceutico militare del capoluogo toscano a produrre farmaci a base di cannabis, la pianta della ‘discordia’ che contiene  tetraidrocannabinolo meglio conosciuto come Thc. I prodotti saranno destinati ad alleggerire le sofferenze dei pazienti affetti da malattie gravi che comportano dolori fisici di una certa entità come tumori, neuropatie, sclerosi multipla. Lo stabilimento, diretto dal generale Giocondo Santoni, dovrebbe anche provvedere alla coltivazione della canapa utile ad ottenere la materia prima da sottoporre a lavorazione. Il tutto si svolgerà in condizioni di massima sicurezza e si produrrà abbastanza maijuana per provvedere al fabbisogno nazionale.

La novità, oltre alla riduzione dell’iter burocratico esistente per accedere a detta tipologia di farmaci, comporterà anche un abbattimento dei costi, finora spropositati, del prodotto stesso in quanto – fino a oggi – veniva importato dopo un lungo iter che spesso andava a creare disagi negli utilizzatori: per ordinare una nuova confezione occorreva terminare quella a disposizione e per ricevere la nuova, potevano trascorrere anche mesi. Questo era il procedimento: medico curante, Asl, ministero della Salute, mercato estero, importazione, farmacia ospedaliera.

Il via libera del ministro della difesa, Roberta Pinotti, è sostenuto dal parere favorevole del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Entro il 2015 i farmaci a base di Thc dovrebbero essere disponibili nelle farmacie. Tale scelta porterà beneficio anche alle tasche delle Regioni, che non saranno più costrette ad importare, a costi elevatissimi, i medicinali come il ‘Sativex’. Inoltre detti costi impedivano l’accesso al farmaco a molti pazienti, che erano dunque esclusi dalle terapie: ad oggi, infatti, sono soltanto una sessantina quelli che hanno potuto trarre sollievo dall’utilizzazione del prodotto per neuropatie come la sclerosi multipla, gli effetti tipo nausea e vomito, glaucoma e trattamenti invasivi come la chemioterapia.

In Italia l’uso della cannabis a scopo terapeutico è lecito in base a una legge varata nel 2006. 7 Regioni, tra cui la Toscana, avevano già approvato norme specifiche sul tema. Mancavano tuttavia i regolamenti su modi di somministrazione e sulle restrizioni relative alle patologie trattabili attraverso l’uso di cannabinoidi. Il governo Monti aveva impugnato le suddette leggi regionali, determinando un ulteriore ritardo burocratico.

Soddisfatto il sindaco di Firenze Dario Nardella: “Il fatto che il governo abbia deciso di produrre e coltivare la marijuana a scopo terapeutico al farmaceutico militare di Firenze è la dimostrazione del livello di avanguardia che l’istituto ha ormai raggiunto”. Oltre alla felicità del Sindaco è bene sottolineare l’importanza dell’evento in quanto, finalmente, si riconosce a livello medico e legislativo, l’utilità di una pianta che, da tempo immemore, è compagna della nostra specie e si è rivelata sempre fedele alleata fino all’avvento del petrolio: ricordiamo che la Ford T – ad esempio – era costituita e marciava ad etanolo di canapa. Potremmo altresì ricordare che dalla pianta si possono ottenere filati, tessuti e quant’altro contenendo i prezzi dovuti all’import di petrolio ed evitando quindi tutti gli effetti negativi derivanti dall’uso di idrocarburi.

Davide Lazzini
6 settembre 2014

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