Protesta del Movimento di Lotta per la casa nel capoluogo toscano

Protesta del Movimento di Lotta per la casa nel capoluogo toscano

lottaxlacasaFIRENZE – Questa mattina è in corso una manifestazione di protesta del ‘Movimento di Lotta per la casa’ nel capoluogo toscano: alcune decine di manifestanti, scandendo slogan contro gli sfratti, hanno bloccato la circolazione in viale Gori, alla periferia nord della città, invadendo la carreggiata e bloccando la circolazione attraverso una barriera costituita da mobili e cassonetti. Sul posto sono intervenute le volanti della polizia, i carabinieri, polizia municipale e Digos. Le motivazioni della protesta potrebbero essere ricondotte ad interventi messi in atto dal Comune nei giorni precedenti.

Secondo quanto riportato in una nota presente nel sito internet del Movimento (http://www.inventati.org/lottaxlacasa/ – stranamente segnalato come sito ‘pericoloso’ mentre vi si accede) mercoledì mattina, fin dalle 7.30, un ingente numero di forze dell’ordine ha blindato via Sgambati per permettere agli operai di Enel di staccare la luce alle numerose famiglie con bambini, che si sono così ritrovate al buio e senza la possibilità di usare gli elettrodomestici.

Sempre secondo quanto riferito dagli occupanti dell’hotel Concorde, i vigilanti hanno continuato a presidiare la cabina elettrica per tutto il giorno e tutta la sera utilizzando ben 3 camionette per impedire l’accesso alla strada. Gli occupanti chiariscono di aver preso possesso della struttura in febbraio e di aver vissuto per circa un mese senza senza energia elettrica: “Enel non ha voluto farci il contratto senza l’autorizzazione del Comune, quindi, dopo numerose richieste, abbiamo deciso di fare un allaccio abusivo”.

Il comune di Firenze, proseguono, “Ha voluto darci un’anticipazione di quella che poi sarebbe stata la nuova legge sulla casa di Renzi, il cui articolo 5 nega la possibilità di avere la residenza e gli allacci di acqua, luce e gas nelle case occupate. Di fronte a questa realtà è inaccettabile che i bisogni essenziali delle persone vadano in secondo piano rispetto alla difesa dei profitti di enti come Enel, che speculano su di essi”.

La nota si conclude con una constatazione e con una presa di posizione che si è resa tangibile in queste ore: “Riteniamo che costringere un intero palazzo a farsi luce con le candele o ritentare un allaccio abusivo sia molto più pericoloso di un cavo ben isolato, anche se sprovvisto delle necessarie certificazioni”. Abbiamo occupato qui, ridando vita ad un palazzo lasciato nell’abbandono, perché avevamo bisogno di una casa. Non sarà lasciandoci senza luce che ci costringeranno ad abbandonare questo posto. Non sarà vietando forniture e residenze che si smetterà di occupare, perché come abbiamo imparato a riprenderci la casa, ci riapproprieremo di tutto ciò che ci viene negato”.

Davide Lazzini
29 agosto 2014

 

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