Strage di lupi in Maremma, occorrono provvedimenti immediati

Strage di lupi in Maremma, occorrono provvedimenti immediati

strage-lupi-marremmaGrosseto –  Un altro lupo è morto. Un nuovo caso costringe a mettere in luce questa triste vicenda che prosegue ormai da diverso tempo in Maremma. L’animale è stato fatto ritrovare a Semproniano (Gr). Ucciso con un colpo di fucile, è stato lasciato, durante la notte tra sabato e domenica, nella piazza principale del paese. La carcassa è stata prelevata e portata via dai carabinieri. Si tratta del secondo caso di lupo ucciso e lasciato in bella vista. Un’altra vittima di questo orrendo sterminio “fai da te” venne rinvenuta a Roccalbegna nel marzo scorso.

La Lega anti vivisezione ha messo a disposizione 5.000 euro come ricompensa per chi fornirà informazioni utili all’identificazione dei responsabili della morte del lupo ucciso a Semproniano e di “qualunque degli altri lupi e canidi uccisi con lacci, fucilate e bastonate da marzo 2013 a oggi in provincia di Grosseto”. E’ doveroso analizzare a fondo la questione, partendo dal fatto che – contrariamente a quanto sostenuto da allevatori e coltivatori – il territorio non era terra fertile bensì un’area paludosa e malarica: la zona, ampia circa 715 km², era abitata da poco più di 19000 persone – tra l’altro solo in collina – e la definitiva bonifica arrivò solamente oltre il 1920. I lupi, invece, vivono nella piana maremmana da secoli. A questo punto viene da chiedersi chi sia l’alieno. Il sommo Dante, con i suoi versi ci fornisce un aiuto: “Non han sì aspri sterpi né sì folti | quelle fiere selvagge che ‘n odio hanno | tra Cecina e Corneto i luoghi cólti”. Ovvero: Neanche le fiere selvagge che vivono nei boschi fra Cecina e Corneto e che odiano i luoghi colti, hanno simili spine ritorte e velenose.lupo-cappuccetto-strage

Spesso, inoltre, non sono i lupi a uccidere le greggi, ma i cani “rinselvatichiti”, privi di una strategia di caccia e pertanto propensi a uccidere solo per mero istinto predatorio: la riprova sta nel fatto che i lupi scelgono la vittima con cura (malata o vecchia) essendo portati a risparmiare energie, mentre i cani selvatici abbattono decine di capi, sopraffatti dalla frenesia. Questo non vuol essere un invito a rivolgere il fucile verso questi animali anziché contro i lupi, ma vuol essere uno stimolo a prendere provvedimenti immediati per queste bestiole. Molto discutibile, risultò essere l’uccisione, qualche mese fa, del lupo che fu in seguito decapitato e la cui testa venne esposta con annesso messaggio firmato “cappuccetto rosso”. Discutibili anche i cartelloni, che prontamente vennero affissi da Coldiretti e Confagricoltura, riguardanti il fatto che la Maremma fosse da sempre terra di allevatori e, come tale, andasse difesa a tutti i costi. Dante, anche in questo caso, smentisce.

Davide Lazzini
29 luglio 2014

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