Alcuni consigli prima di investire nel posizionamento del proprio sito

Alcuni consigli prima di investire nel posizionamento del proprio sito

Iniziamo subito con il dire che con la/il Seo i problemi si riscontrano dall’inizio.

Ancora non è chiaro a tutti se si debba dire la Seo o il Seo e infatti ci sono molti specialisti che dichiarano che si dica il SEO e altri la SEO.
Se si discute già su questo punto immaginiamoci su tutto il resto.

Noi useremo la versione femminile perché, come si dice, le donne hanno una marcia in più. Diciamoci la verità, useremo la parola SEO al femminile perché capire la SEO è complicato come capire le donne.

Scherzi a parte, useremo la parola SEO al femminile per indicare la disciplina, la useremo al maschile per indicare il professionista.

Sul web è pieno di sedicenti professionisti, ognuno con una filosofia e un approccio diversi. Infatti non c’è solo un modo di fare questo mestiere, c’è però solo un modo per distinguere chi lo sa fare da chi non lo sa fare: guardare i risultati.

Se i risultati ci sono, allora il professionista ha fatto un ottimo lavoro, altrimenti è tutta fuffa.

La vera domanda quindi non è “come si fa SEO” o “come si capisce chi è un professionista o meno”, ma piuttosto “come si misurano i risultati”.

E con la risposta a questa domanda si apre tutto un mondo.

Ovviamente non possiamo rispondere né risponderemo in maniera completa in questo articolo, ma se credi che il problema della SEO sia solo quello del posizionamento sui motori di ricerca sei fuori strada. Quello del posizionamento è solo un aspetto, importante, anzi importantissimo, ma non determinante.

Dire posizionamento significa poco o nulla se non si contestualizza, e non è questo il punto.

Quando un’azienda o un professionista si rivolge ad un SEO dopo aver ricercato una web agency con competenze nell’ambito del posizionamento organico, può capitare che la prima richiesta che gli viene fatta sia formulata più o meno in questo modo: “voglio essere primo su Google per la parola x”.

Molto spesso il cliente esordisce in questo modo sostituendo la parola x con una “Keyword singola” e super generica del tipo: abbigliamento, arte, auto, chirurgia estetica, commercialista etc.: “Voglio essere primo quando una persona scrive abbigliamento su Google!”

Alt! Non funziona così, questo è analfabetismo digitale.
Prima di andare avanti dobbiamo fare un passo indietro.

La SEO “search engine optimization” è una delle discipline principali del digital marketing.

Agli inizi la SEO era definita come una disciplina ingegneristica che aveva l’obiettivo di “ingannare” gli algoritmi dei motori di ricerca attraverso delle tecniche underground, e in questo modo guadagnare le prime posizioni.

L’evoluzione dei motori di ricerca ha trasformato la figura del SEO: ora il SEO non è più nemico del motore ma il suo più grande alleato. Il motore di ricerca vuole qualità, vuole soddisfare nel miglior modo possibile le ricerche e le domande delle persone e il SEO lo aiuta in questo intercettando e rispondendo ai bisogni degli utenti fornendo contenuti di qualità. Quando lo fa bene porta traffico organico al suo sito.

Più facile a dirsi che a farsi, perché non solo la concorrenza è alta (tutti vogliono guadagnare posizioni nei motori) ma quello che davvero è importante è riuscire ad intercettare i bisogni di persone non a caso, ma di un certo target e, prima soddisfarli, poi unificarli agli obiettivi di un’azienda o un professionista.

Inutile dire che che gli obiettivi di aziende e professionisti nel 90% dei casi sono l’aumento del profitto.

La SEO si differenzia dalla SEA (Search engine advertising) perché la prima ha come obiettivo portare ad un sito traffico organico (e quindi gratuito), la seconda di portare ad un sito traffico a pagamento. SEO e SEA formano quello che è il SEM (Search engine Marketing).

Dopo questo passo indietro facciamo un passo avanti e proviamo a tornare alla domanda iniziale: come si misurano i risultati?

Sembrerà strano, ma se si fa questa domanda la maggior parte delle persone risponde: “se il mio sito è primo e riceve più traffico è stato fatto un buon lavoro, altrimenti no!”

E la rispostata ovviamente è sbagliata!

Il traffico e il posizionamento non sono i fini, ma sono i mezzi. Il fine di un’azienda o di un professionista è il profitto!

La risposta è sbagliata perché il ragionamento che fa l’utente inesperto di dinamiche digitali è: prima posizione = tanto traffico, tanto traffico= tanta notorietà e tante vendite/clienti, tante vendite/clienti = tanti profitti.

Questa sequenza non funziona, tanti profitti non equivalgono necessariamente a tante vendite, tante vendite non sono riconducibili a tanto traffico e tanto traffico non è strettamente legato alla prima posizione.

Mi spiego, partiamo dal posizionamento:

essere primi per una parola che non viene ricercata per nulla porta zero traffico e quindi zero profitti, essere primi per una parola troppo generica es. abbigliamento, può portare traffico ma questo non è in target (il che non è un male se non ci hai speso tanti soldi per quella posizione.)

Quello che è importante è essere primo su diverse keywords più specifiche che intercettano pubblico segmentato e interessato.

Non finisce qui, se il pubblico raggiunge il tuo sito ma questo non ha un’architettura dell’informazione adeguata, non è strutturato bene etc. non converte!

Se il sito non converte non ci sono vendite/nuovi clienti, e se non ci sono vendite/nuovi clienti non ci sono profitti.

Però abbiamo detto anche un’altra cosa, che più vendite non equivalgono a più profitti. Che significa?

Significa semplicemente che se per aumentare le vendite del 10% e avere € 1000 in più di fatturato, spendi € 2000 in ads o in seo, l’aumento delle vendite non porta ad un aumento di profitti.

Per quanto riguarda l’acquisizione di nuovi clienti la cosa è un po’ diversa ma non si discosta molto, perché il costo di acquisizione di un cliente può anche essere maggiore del ricavo maturato sul primo acquisto (lo sanno bene le società che vendono domini, hosting) però questo deve essere previsto e considerato all’interno di un sistema di fidelizzazione e ricorsività che fa sì che quel cliente continui ad acquistare successivamente e quindi generare profitto nel tempo.

Affidarsi a web agency serie e a professionisti veri che sanno analizzare le query di ricerca e i bisogni degli utenti, portare traffico in target su un sito, e convertire questo traffico in clienti in un sistema virtuoso per cui i ricavi superano le spese, fa tutta la differenza del mondo.

Molti progetti interessanti falliscono o perché non si ha chiara la procedura corretta e il significato di quello che si fa, quindi l’azienda fa richieste non sensate ai professionisti che devono occuparsi della parte digital o perché si affida il marketing a professionisti di chiacchiere.

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